I parchi eolici della 'ndrangheta:
13 arresti, c'è anche un sindaco

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di Serafina Morelli

REGGIO CALABRIA - La ’ndrangheta si era impossessata del controllo dei lavori per la realizzazione dei parchi eolici in quasi tutte le province calabresi. Le cosche imponevano le ditte, gli operai e nel corso delle indagini sono stati documentati numerosi episodi estorsivi ai danni delle aziende committenti, perfezionati grazie all’apporto di imprese colluse con le compagini mafiose egemoni sulle aree in cui sono state realizzate le opere. Nell’operazione “Via col vento” - eseguita dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria su richiesta della Dda - sono finite in manette 13 persone (sette in carcere e sei ai domiciliari).

Tra gli arrestati c’è anche Francesco Scalfaro, sindaco di Cortale, un piccolo Comune di poco più di duemila abitanti della provincia di Catanzaro. Lo scorso mese di marzo il primo cittadino subì un’intimidazione, ma non era la prima volta che Scalfaro veniva minacciato. Il 24 marzo ignoti lasciarono appesa al cancello della villa di Scalfaro una busta contenente un ordigno cui era stato attaccato, con nastro adesivo, un accendino. Scalfaro avrebbe preteso l’assunzione di operai da lui indicati per la realizzazione di alcuni interventi stradali a Cortale: il mancato esaudimento della richiesta aveva determinato la provvisoria chiusura di un nevralgico tratto di strada, causando, in tal modo, onerosi ritardi al cronoprogramma dei lavori. Al sindaco di Cortale sono stati concessi i domiciliari.

Le 13 persone arrestate sono accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, illecita concorrenza con violenza o minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo o delle finalità mafiose e induzione indebita a dare o promettere utilità. Nell’inchiesta sono coinvolti sei imprenditori e sono state sequestrate altre sei imprese per un valore di 42 milioni di euro.

La Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dei sostituti procuratori Antonio De Bernardo, Giovanni Calamita e Antonella Crisafulli, ha accertato la sistematica infiltrazione, da parte delle cosche Paviglianiti, Mancuso, Trapasso, Anello, nel complesso delle opere necessarie alla realizzazione dei parchi eolici nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.

Tra gli arrestati anche l’imprenditore di Pizzo Calabro Giuseppe Evalto, uomo “cerniera” in grado di rappresentare gli interessi dei clan e degli imprenditori. Sarebbe riuscito a imporre alle società impegnate nella realizzazione dei parchi eolici l’affidamento, a favore di ditte colluse o compiacenti, dei lavori collegati alla realizzazione delle opere.

Gli arrestati - in carcere sono finiti Giuseppe Evalto; Antonio Paviglianiti; Rocco Anello; Giuseppe Errico; Romeo Ielapi; Pantaleone Mancuso; Giovanni Trapasso. Ai domiciliari: Domenico Fedele D’Agostino; Francesco Scalfaro; Riccardo Di Palma; Mario Fuoco; Giovanni Giardino; Mario Scognamiglio.
Giovedì 12 Luglio 2018, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 22:52
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