Fortunata uccisa dalla 'ndrangheta,
ma il vero obiettivo era l'amante

Fortunata Fortugno
di Serafina Morelli

Reggio Calabria - Il bersaglio da uccidere non era Fortunata Fortugno, ma l’uomo che era accanto a lei la notte del 16 marzo a Gallico, Demetrio Lo Giudice, uomo di spicco dell’omonima cosca di ‘ndrangheta. Si erano appartati in auto i due amanti, nella periferia nord di Reggio Calabria, ma a quell’appuntamento clandestino c’era il killer ad attenderli. La 48enne reggina venne uccisa con un colpo di pistola alla testa, Demetrio Lo Giudice rimase ferito a una spalla. Nessun movente passionale ma un vero e proprio delitto in stile mafioso. A sparare sarebbe stato il 28enne Paolo Chindemi, figlio di Pasquale, assassinato tre mesi prima a Gallico.

L’inchiesta “De Bello Gallico”, della Direzione Distrettuale Antimafia e della Polizia di Reggio Calabria, ha portato al fermo di quattro persone con le accuse di omicidio e tentato omicidio pluriaggravati, associazione mafiosa, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco clandestine, danneggiamento aggravato mediante esplosione di colpi di arma da fuoco, furto e detenzione illegale di segni distintivi e oggetti in uso ai Corpi di Polizia, tutti aggravati dalla metodologia mafiosa.

C’è voluto un faticoso lavoro di estrapolazione, studio e analisi delle immagini di una settantina di impianti di videosorveglianza pubblica e privata, prima che gli investigatori della sezione omicidi della Squadra Mobile di Reggio Calabria arrivassero ad individuare la macchina che il killer aveva utilizzato per raggiungere il luogo in cui si erano appartati i due amanti. Centinaia di ore di filmati passati sotto lente hanno permesso agli investigatori della Polizia di Stato di ricostruire le fasi dell’appuntamento delle vittime, del sopralluogo, del delitto e della fuga del killer, nonché della corsa verso l’ospedale del ferito a bordo della macchina, con la donna colpita a morte.

Nelle immagini è stata individuata l'Audi A3 Sportback utilizzata dal sicario e utilizzata esclusivamente da Paolo Chindemi. Le intercettazioni ambientali disposte dalla Dda di Reggio Calabria hanno consentito poi di raccogliere ulteriori elementi a carico dell’esecutore materiale dell’efferato delitto. Ma il killer ha sbagliato mira, ha ucciso la donna e ferito il vero obiettivo dell'agguato,  Demetrio Lo Giudice, ritenuto vicino agli ambienti della cosca Tegano che opera nella zona nord della città di Reggio Calabria. E forse la vendetta potrebbe essere il movente del delitto e la voglia di affermare a Gallico la leadership criminale.
 

 
Mercoledì 4 Luglio 2018, 10:12 - Ultimo aggiornamento: 04-07-2018 13:52
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