10 milioni di banconote false
presa la banda in Campania

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di Mary Liguori

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Diciassette falsari arrestati, due costretti all'obbligo di dimora e due stamperie sequestrate: è questo il bilancio dell'operazione della guardia di finanza che questa notte ha sgominato la "banda degli onesti", collegata al "Napoli Group", il principale gruppo di falsari attivo in Italia.
 

Gli indagati hanno immesso sul mercato milioni di euro falsi con una rete che arrivava in Austria, Germania e altri Paesi dell'Unione. A capo della banda c'era un 40enne di Carinaro, in provincia di Caserta, un ex tipografo. 

L'inchiesta della guardia di finanza di Napoli é stata coordinata dalla procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco. 

Un pool di quattro magistrati coordinati dall'aggiunto Renzulli ha ricostruito la rete dei contatti che dall'area giuglianese e aversana smerciava le banconote false fino alla Colombia. All'inchiesta ha collaborato anche l'Europol. 

Il procuratore Greco ha definito in conferenza "sofisticatissimi" i metodi usati per falsificare le banconote al punto che alcuni degli indagati erano considerati degli specialisti tali da venire reclutati per dare lezioni ad altri falsari in diversi Paesi europei. 

L'inchiesta è stata condotta dal comando provinciale della guardia di finanza di Napoli, diretto dal generale Gianluigi D'Alfonso, e ha visto impegnati il Nucleo di polizia tributaria del colonnello Giovanni Salerno e il Nucleo speciale della polizia valutaria coordinato dal generale Giovanni Padula. 

Come detto, l'area che va dal Giuglianese all'Aversano è storicamente "patria" di falsari di alto livello. Proprio per questa ragione, in conferenza stampa è stato ricordato che indagini precedenti sullo stesso tipo di business è emerso che anche alcune cellule terroristiche con base a Milano usavano banconote false per acquistare armi.
Diversi poi i metodi per piazzare il denaro fasullo. Tra questi, sempre a Milano, è emerso un singolare escamotage usato dai falsari. Quando piove a ogni fermata della metro uno di loro compra un ombrello da un ambulante pachistano. L'ombrello costa cinque euro, ma viene pagato con 50 euro falsi: così facendo, si incassano 45 euro veri. Per ogni giorno di pioggia si riescono a riciclare in questo modo 10mila euro. 
Venerdì 21 Aprile 2017, 08:48
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