Case abusive nel regno dei Casalesi: al via il piano degli abbattimenti

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Ha un proprio piano regolatore da appena sette anni. Prima, a Casal di Principe, come in parte del Casertano, per tanti regno di Gomorra, gli abusi edilizi erano la norma. Anche per questo, ancora oggi, il Comune che ha dato il nome al clan camorristico tra i più ricchi e potenti d'Italia, quello dei Casalesi, vanta il poco invidiabile record di avere sul suo territorio tra le 1.500 e le 2.000 case abusive; per 600 di esse è intervenuta sentenza definitiva di condanna per i proprietari, e per 230 il tribunale ha emesso le ordinanze esecutive di abbattimento. Questa mattina le ruspe inviate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nell'ambito del procedimento diretto dal sostituto Domenico Musto e coordinato dal procuratore Maria Antonietta Troncone, hanno iniziato la demolizione di una villetta edificata in una zona coperta da vincolo sismico e da vincolo di inedificabilità posti dal piano regolatore comunale. E proseguiranno in futuro, anche perché adesso i soldi ci sono, provenienti dalla Cassa Depositi e Prestiti. È stata proprio la Procura di Santa Maria ad imprimere una decisa svolta all'attività di abbattimento di immobili abusivi, che per anni sono stati edificati sul territorio provinciale; l'ufficio diretto dalla Troncone ha potenziato l'Ufficio Demolizione inserendovi personale specializzato delle forze dell'ordine, ha poi siglato un protocollo con la Procura Generale di Napoli, che ha tenuto in considerazione l'alto numero di abusi, ribattezzati «abusi di necessità», relativi cioè a quegli immobili abitati dei proprietari, che rappresentano per quest'ultimi prime e uniche case; tali immobili vengono abbattuti per «ultimi», ovvero solo dopo quei manufatti frutto di abusi più gravi, come quelli commessi dai camorristi o in zone coperte da particolari vincoli.

A Casal di Principe, di «abusi di necessità», se ne contano a centinaia; qualche anno fa proprio l'abbattimento della casa abusiva di un operaio scatenò veementi proteste di piazza, e l'attività di demolizione subì una brusca frenata. Una «speranza» era arrivata nel luglio dello scorso anno dalla legge approvata dalla Regione Campania, che permetteva ai Comuni di acquisire al proprio patrimonio proprio tali tipi di immobili abusivi e di affittarli o rivenderli ai proprietari; la legge è stata però impugnata dal Governo perché ritenuta una vera e propria sanatoria. Nelle prossime settimane dovrebbero comunque essere emanate dalla Regione le linee guida sulle demolizioni.
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 18:07 - Ultimo aggiornamento: 10-01-2018 20:08
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