Viaggio a Castel Volturno, dove il degrado diventa film

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di Marco Ciriello

In principio ci fu il sogno megalomane dei fratelli Coppola: costruire una città, poi l'emergenza terremoto e lo sbarco degli americani, dopo la camorra e l'africanizzazione, il resto è cinema. Castel Volturno è un miracolo: un territorio sfilacciato, diroccato, in eterna ricostruzione che, però, continua a produrre bellezza e stupore, grazie alla sua versatilità. Figlia di una marea di egoismi che hanno generato un catalogo di architettura da far invidia alla Dismaland di Banksy ha partorito una generosità che riesce a coprire ogni gamma di colori, a contenere uomini e donne lontanissimi tra loro, al punto di sembrare un'invenzione; ma dietro non c'è Banksy ma la storia con l'emigrazione e la malavita un parco giochi spontaneo e crudo, che da sogno è diventato incubo e poi di nuovo sogno. Una città che si è retta e si regge sulle promesse, in pratica una frontiera edificata con dei fili di lana che si spezzano e riannodano di continuo e sempre con e per mani diverse.

Abusiva in larga parte è diventata una Ellis Island che accoglie e sopporta, accoglie e cresce, tanta Africa, che incuba il male e ci scherza, che genera il bene e ci passa su, che inanella particolarità architettoniche e umane, facendole convivere tra prostituzione e spazzatura, tra abusivismo e bellezza. In questo posto, dove tutto quello che è vero sembra finto, da almeno un ventennio con un incremento negli ultimi anni cinema e serie tivù trovano un naturale scenario dove innestare storie. Castel Volturno può essere tutto o quasi, perché ha spiagge, pineta, mare e fiume, torri e palazzoni, è un corpo di terra, carne, cemento e acqua che può essere trasformato all'occorrenza. Qui, film diversissimi trovano esterni ed interni che si lasciano filmare e reinventare, riscrivere o raccontare al naturale. È una nuova Cinecittà, spontanea, che fornisce teatri di posa improvvisati e facce e storie: se proprio serve. Che arrangiandosi è divenuta mezza possibilità d'industria. La sua forza sta nel lasciarsi scrivere e poi dimenticare, nell'intrico smarmittato di desideri che si annodano e sciolgono, al punto che tutto proprio tutto può convivere, attraversando una continua estasiata agonia, dove la storia si mischia alla finzione, dove finisce un film ne comincia un altro e un altro ancora che prova a raccontare quello che non sembra essere possibile, contiguo, e invece lo è.
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Domenica 10 Giugno 2018, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 10-06-2018 20:49
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-06-10 17:49:33
sarà molto difficile se non impossibile strappare questo pezzo d'italia al dominio della colonia africana sempre più numerosa ove regna prostituzione spaccio lavoro al nero oppure sottopagato il neo ministro SALVINI dovrebbe cominciare proprio da qui la sua lotta contro i clandestini e sfruttatori ma probabilmente non avrebbe nemmeno il coraggio di presentarsi sul territorio temendo per la sua incolumità fisica e della sua scorta..
2018-06-10 10:56:19
il sogno megalomane dei fratelli Coppola, sostenuto e ben visto da sindaci e governatori campani che in estate portavano le famigliole a prendere il sole, al villaggio coppola, in una o due villette a secondo la prole familiare tutto alle spalle della pineta e mare, qui erano Coppola e giunte comunali. dall´altro lato di strada c´erano i zotici paesani e camorristi (delinquenti associati) che si spartivano i terreni prefabbricabili. Oggi l´africa musulmana, che piace a De Ma.
2018-06-10 10:53:25
Tutto questo non lo hanno creato gli svedesi, ecco la vera identità di un popolo.Il territorio è la fotografia di chi lo vive ed è inutile scaricare le colpe sempre su gli altri.
2018-06-10 09:27:13
Costruire palazzi e ville vicino al mare senza un sistema fognario ! Che imprenditori! E adesso pensano a bonificare il mare: con tutto quello che arriva da fiumi, torrenti e scarichi abusivi urbani, agricoli ed industriali e' una presa in giro.
2018-06-10 10:31:25
Ai politici certi proclami servono, a prescindere. Amministrano e vivono di questo.

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