Tangente alla camorra, l'ex sindaco
cambia versione: «Denunciai tutto»

Nella scorsa udienza ammise per la prima volta di aver pagato una tangente da duemila euro alla camorra mentre nel 2010 era sindaco di Casapesenna, comune casertano dove è nato e ha trascorso parte della latitanza il boss dei Casalesi Michele Zagaria. Oggi l'ex primo cittadino Fortunato Zagaria, imputato con il capoclan (sono omonimi, ndr) al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per il reato di violenza privata con l'aggravante mafiosa commesso ai danni di un altro ex primo cittadino, Gianni Zara (parte civile nel processo), ha ammesso, esaminato dal pm della Dda di Napoli Maurizio Giordano, di aver anche denunciato quell'episodio alla Polizia di Stato, senza che però vi fossero sviluppi. «Parlai della vicenda con l'allora capo della Squadra Mobile di Caserta Alessandro Tocco; quest'ultimo ascoltò anche il mio barbiere, cui avevo dato la somma che fu poi ritirata di notte dagli estorsori del clan». Nessuna traccia della vicenda è emersa in relazioni di servizio o annotazioni di polizia. «Verificheremo» ha detto il pm.

Invece a saltare fuori nell'udienza di oggi è stato un documento riservato scovato da Giordano alla caserma dei carabinieri di Casal di Principe, in cui si dà atto di un incontro avvenuto nell'ottobre 2004 in piazza a Casapesenna, fuori ad un bar, tra Fortunato Zagaria, allora sindaco, e Carmine Zagaria, fratello del boss dei Casalesi. Nella scorsa udienza di inizio maggio, l'ex sindaco aveva affermato di non ricordare di un incontro con il fratello del capoclan, ma neanche lo escluse. «In ogni caso - disse - con i miei legali abbiamo chiesto l'annotazione di polizia in cui si parlava dell'incontro ma non è mai uscita». «Non è un'informativa - ha spiegato oggi il pm - ma un Op85, una sorta di atto di osservazione che resta interno alla polizia giudiziaria; sono riuscito a trovarla».
Martedì 12 Giugno 2018, 14:37
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