Uccise Paolo, la Cassazione:
«Ergastolo per Schiavone-Sandokan»

Uccisero Paolo, la Cassazione:
«Ergastolo per Schiavone-Sandokan»
di Marilù Musto

La giustizia è arrivata dopo 30 anni, ma è arrivata. Lenta, inesorabilmente, come il tempo necessario che è servito per far venire a galla la verità su quella «lupara bianca» sepolta - sul finire degli anni '80 - nei ricordi dei killer assoldati dalla malavita, poi divenuti collaboratori di giustizia. E così, ieri pomeriggio è stata confermata la condanna all'ergastolo in Cassazione per i due boss del clan dei Casalesi, Francesco Schiavone «Sandokan» e Francesco Bidognetti: furono loro a ordinare l'omicidio del giovane Paolo Letizia, ucciso e sepolto chissà dove dai sicari della camorra nel periodo successivo alla scomparsa in Brasile di Antonio Bardellino. L'avvocato difensore della famiglia di Paolo Letizia, la toga Alessandro Motta, ha portato a casa il risultato, chiedendo in corte di Cassazione la conferma della sentenza per i capiclan, emessa sia in primo che in secondo grado. 

E il fratello di Paolo, Amedeo, attore ed ex interprete di un personaggio dei «Ragazzi del muretto», ha fatto nascere dalla sua storia crudele un libro: «Nato a Casal di Principe» suona un po’ come «Born in the Usa», c’è una condizione di nascita, di appartenenza, la rivendicazione di un’origine, se non la fierezza della propria radice. Ma basta attendere i primi fotogrammi del film e si capisce che quella provenienza pone problemi. E come nella canzone di Bruce Springsteen c’è tanta amarezza per il coinvolgimento bellico ma c’è anche una sana ribellione pacifista, così c’è tanta voglia di riscatto sociale nell'opera cinematografica ideata da Amedeo.

 Il film «Nato a Casal di Principe. Una storia vera» è diretto da Bruno Oliviero, protagonisti Alessio Lapice e Massimiliano Gallo, con la partecipazione di Donatella Finocchiaro e Lucia Sardo. Ad aprile scorso, l’anteprima al Golden Tulip Plaza di Caserta alla presenza del cast e del regista.
La storia di Amedeo Letizia è quella di un ragazzo ventenne che, sul finire degli anni ’80, si trasferisce a Roma da Casal di Principe per inseguire la carriera di attore. Sta appena iniziando a muovere i primi passi, tra un fotoromanzo e un ruolo sul piccolo schermo in una delle fiction più famose di quegli anni «I ragazzi del muretto», quando il fratello minore, Paolo, viene rapito da alcuni uomini incappucciati che ne fanno perdere le tracce. Amedeo torna nel suo paese d’origine e sin da subito questo viaggio si rivela una discesa agli inferi del suo passato e nelle contraddizioni della sua terra. Poiché l’inchiesta condotta dai carabinieri si dimostra inefficace, si decide a intraprendere una sua personale ricerca, lo fa armato di un fucile e con l’aiuto del cugino Marco, un ragazzo di diciassette anni. I dettagli della scomparsa affiorano via via nel corso della vicenda che vede Amedeo aggirarsi per quel territorio che va dalle campagne al mare, passando per i laghi, all’affannosa ricerca di suo fratello. Insieme con Marco setaccia la zona senza sapere se cercare un cadavere o un luogo dove Paolo è tenuto prigioniero.

La cronaca giudiziaria racconta che Paolo Letizia è stato in realtà ucciso dal clan dei Casalesi, vittima della lupara bianca, e due dei suoi killer sono stati anche condannati. Da parte sua il film racconta il lato B della camorra, quello delle vittime. Ha avuto ottimi riscontri al Festival del Cinema di Venezia, dove è stato presentato nella sezione «Cinema nel Giardino». Ha avuto anche una proiezione nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. Ad accompagnare l’anteprima al Golden Tulip Plaza una mostra fotografica di Sergio Goglia con gli intensi ritratti tra realtà e fiction dei protagonisti.

E proprio in occasione della preview a Caserta è stato annunciata la realizzazione dell’accademia di recitazione « Paolo e Leonardo Letizia» che avrà sede proprio a Casal di Principe, diretta da Massimiliano Gallo. L’idea nasce da un progetto comune di Amedeo Letizia e Mariella Li Sacchi, in qualità di produttori cinematografici, del sindaco di Casal di Principe Renato Natale e dell’assessore alla Cultura Mirella Letizia. Sarà il film ad attivare l’iter economico dell’Accademia, destinando il 10% dei proventi netti derivanti dalla distribuzione nelle sale e garantendo, comunque, un minimo di diecimila euro.
Giovedì 5 Luglio 2018, 22:30 - Ultimo aggiornamento: 06-07-2018 16:59
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