Il calendario Di Meo da Napoli a Istanbul e ritorno

di Giovanni Chianelli

La strada che porta da Napoli a Istanbul, e ritorno, è una rotta di richiami, affinità, contrasti. La relazione tra le due antiche capitali, non così nota al grande pubblico, è testimoniata storicamente: dai traffici di schiavi di epoca moderna alla farsa “Nu turco napulitano” di Eduardo Scarpetta”, e tanti altri legami, diretti o intuitivi, su cui si innesta il tema del calendario Di Meo 2019, ideato dall’associazione Di Meo Vini ad Arte.

Si chiama “Napoli’Den İstanbul’A”, alla lettera da Napoli a Istanbul. Realizzato dal fotografo Massimo Listri, sarà presentato il prossimo 17 novembre al Çiragan Palace della città del Bosforo, in una cerimonia internazionale a cui prendono parte artisti e studiosi, imprenditori e scrittori, per valorizzare l’esito di un gemellaggio inedito quanto vivo.
Perché possono essere davvero due luoghi a specchio. Negli aromi di un vicolo e di una pietanza, nelle linee di un’architettura e le luci sul mare, nei suoni di un saz come nelle litanie di una vecchietta dei quartieri che, in molti modi, attinge alla preghiera del muezzin.

Nelle immagini di Listri scorrono la storia e le storie di un canto a due: dal Topkapi Palace al dipinto dell’Ambasceria turca a Napoli (opera di Giuseppe Bonito custodito nel Palazzo Reale di piazza Plebiscito); dalla Moschea Kilic Ali Pasa al Ballo dell’ape nell’harem conservato nel Museo di Capodimonte, fino al Palazzo di Venezia, sede dell’ex ambasciata italiana a Istanbul, agli hamam alla Cisterna Basilica di Sultanahmet.
 
 


“C’era una tale quantità di urla, gridi, fischi e ronzii che al confronto la baia di Napoli sembrava una veglia funebre” scriveva Francois Renè de Chateaubriand nel 1806, come riporta Silvia Ronchey in uno dei brani che accompagnano gli scatti.

Accanto alle immagini, infatti, alcune firme hanno composto piccole narrazioni, veloci e preziose come la cornice che le racchiude: tra gli altri Ilber Ortayli, Rosita D’Amora, Dinko Fabris, Nedim Gürsel.  Durante la serata del 17 novembre a Istanbul si esibiranno Ayhan Sicimoglu e la sua band di undici elementi, poi il guru della consolle Dj Ghiaccioli e Branzini, torinese, già autore di remix per Fabi|Silvestri|Gazzè e per Peppe Voltarelli, con un beat vintage, atmosfere jazz e funk.

Generoso Di Meo, padre dell’iniziativa: “Il senso del calendario è quello di condividere il mio anno insieme ad amici vecchi e nuovi, portare a molti altri il senso delle mie esperienze” dice commentando la diciassettesima edizione della sua iniziativa che da tempo pone a confronto Napoli con altre città e località d’Europa e del mondo.
Venerdì 5 Ottobre 2018, 16:29
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