Caso Centro Ester, la lettera della Commissaria Apostolica

Egregio Direttore,

con riferimento alla situazione del Centro Ester, alla quale il vostro giornale sta dedicando la giusta attenzione attraverso gli articoli a firma di Giuliana Covella, in qualità di Commissaria Apostolica inviata dalla Santa Sede (Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica) desidero precisare quanto segue.
Pur essendo gli immobili del Centro Ester di proprietà dell’Istituto, la gestione di questi è stata affidata esclusivamente ad un’associazione (Associazione Centro Ester) dall’Istituto stesso anche se alcune suore hanno fatto parte del consiglio direttivo. Con questa lettera tengo a precisare che il "folto gruppo di suore" che ha firmato la richiesta di rettifica inviata il giorno 1 dicembre alla vostra redazione non ha legittimazione a rappresentare l’Istituto, il quale in tutta questa vicenda è parte lesa a causa della gestione deficitaria del Centro Ester. Inoltre, il “folto gruppo di suore” è da ritenersi, invece, solo un piccolo gruppo che ancora non ha accettato il commissariamento.

Con rammarico devo rilevare che solo un esiguo numero di adulti diversamente abili ha trovato posto in altri centri, ma, purtroppo, la stragrande maggioranza dei bambini, insieme alle proprie famiglie, soffre ancora il disagio per la chiusura del servizio riabilitativo. Naturalmente, tutto ciò non dimenticando i 70 dipendenti senza lavoro da più di un anno.

Certa dell’attenzione che riserverete ancora alle problematiche del Centro Ester, Le porgo i miei cordiali saluti.
Suor Rosa Maria Napolitano
Commissaria Apostolica
Sabato 9 Dicembre 2017, 12:49
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3 di 3 commenti presenti
2018-04-03 11:38:04
E' certamente una situazione molto complessa ed ingarbugliata tra Istituto, Associazione, ecc. Il dato di fatto però è che una realtà di grande efficacia, di ottima organizzazione e di buonissima coesione con il territorio alla fine ha dovuto cedere. Credo che di fatto siano venuti meno i normali canoni soprattutto alla luce di una gestione di natura cattolica che invece dovrebbe spingere verso la restituzione ai cittadini ed ai fedeli di una serie di servizi che spesso la società cosiddetta civile non è capace di erogare.
2017-12-10 23:10:26
L'Istituto delle suore delle Povere Figlie della Visitazione sta vivendo un periodo molto difficile della sua storia. E' nato nella periferia est di Napoli , quartiere problematico dalle tante sfaccettature, per essere luce e conforto per la popolazione e lo è stato per tanto tempo con l'assistenza agli anziani, con la scuola materna ed elementare, con la pastorale giovanile e la vicinanza ai più bisognosi. Poi è arrivato il Centro Ester, realtà all'avanguardia e fiore all'occhiello per un quartiere spesso presente nella cronaca nera. Medicina,cultura e sport sono diventati gli ulteriori punti di forza dell'Istituto. Da allora ad oggi tanta acqua è passata sotto i ponti e in quest'ultimo periodo i giornali parlano del Centro Ester come di una realtà ormai agonizzante sotto il peso dei debiti accumulati negli anni, procurando ferite laceranti e sanguinanti che si ripercuotono su tutto il quartiere. L'Istituto ha lasciato nelle mani di persone di cui si fidava, il progetto Centro Ester con la certezza che fossero perseguiti gli ideali e gli intenti dell'Istituto stesso, ma purtroppo così non è stato. Occorre ora ritornare alle origini, riprendere in mano il progetto originario che portò alla costruzione del Centro Ester e ricominciare daccapo per non rinnegare la volontà di madre Ester. Il commissario apostolico, che da ottobre scorso è presente nell'Istituto, ha un compito gravoso, difficile ma di altissima levatura: ripristinare l’armonia nella comunità e restituire al quartiere il grande dono “Centro Ester”. Dio la assista sempre e le doni la forza per completare questo percorso.
2017-12-10 17:24:26
Insomma , una situazione quella del Centro Ester e dell'Istituto delle Suore,. molto complessa e aggrovigliata . Sembra che sia impossibile una soluzione: Eppure vi sono ancora margini. Credo che occorra: volontà, determinazione, coraggio e una briciola di speranza. Il quartiere non può perdere una Centro d'accoglienza di tale importanza e prestigio che fu. giulio

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