«Il Mezzogiorno è attrattivo, così aiutiamo le imprese»

di Nando Santonastaso

I fondamentali economici dell'Italia sono buoni nonostante la zavorra del debito pubblico. Quelli del Mezzogiorno possono diventarlo sempre di più a patto che si aiutino le imprese ad agganciare il capitale di rischio indispensabile a far crescere la loro competitività sui mercati. E su questo piano la disponibilità di un colosso del credito come il gruppo UniCredit è completa, spiegano l'amministratore delegato Jean Pierre Mustier e il direttore generale Gianni Franco Papa in un forum con il Mattino coordinato dal direttore Federico Monga. «Il modello di business del Paese è il più adatto nello scenario economico del 21esimo secolo - dice Mustier -: perché qui ci sono aziende con significative quote di export che per il settore manifatturiero toccano l'80% del totale della produzione, eccellenze in tanti settori, piccole imprese capaci di innovare. Il made in Italy spazia dall'automotive all'ingegneria spaziale, dall'agroalimentare al turismo e la spinta che sta arrivando anche dal Mezzogiorno è importante e destinata a consolidarsi anche nel prossimo futuro».

Il Mattino: Ma i timori di una frenata della crescita a fine anno non sembrano infondati. Che ne pensate?
«Segnali in tal senso non ne abbiano raccolti dice Papa -: anzi, possiamo dimostrare con i nostri dati che l'attrattività del nostro Paese non è affatto in calo anche nelle regioni meridionali. UniCredit ha visto crescere gli affidamenti del 50% nel Sud e nella sola Campania del 52% anno su anno. Siamo convinti che la tendenza alla ripresa si manterrà quanto meno stabile nel 2018: prevediamo un Pil all'1,5% in Italia e intorno all'1% al Sud, con un tasso di disoccupazione destinato a scendere al 10,8%».

Il Mattino: Le dimensioni delle imprese, piccole e piccolissime soprattutto al Sud, non rischiano però di essere un limite alle prospettive di sviluppo?
«Personalmente non lo credo continua il direttore generale Papa -: le pmi italiane hanno un immenso vantaggio competitivo nel 2018 perché oggi non c'è bisogno di grandi dimensioni ma di innovazione, flessibilità e capacità di muoversi rapidamente. Ecco perché secondo me l'Italia ha il modello di business giusto per questa fase. Non a caso dei 450mila clienti del gruppo UniCredit in Campania il 10% appartiene alla fascia dello small business e nelle quattro regioni del sud continentale su circa 950mila clienti la percentuale è la stessa. Proprio di recente abbiamo firmato un accordo con la piattaforma cinese Alibaba, leader mondiale dell'e-commerce, che si chiama Easy export che offre alle imprese dello small business una piattaforma non solo commerciale ma anche logistica per affrontare il mercato dei Paesi in cui Alibaba è presente con prospettive chiare. A loro disposizione inoltre c'è un un portale Internet di alto profilo tecnologico su cui si potranno monitorare gli scenari e le condizioni di business possibili in tempo reale. E' la conferma di un'affidabilità complessiva del sistema Italia».

Il Mattino: Ma qui al Sud il costo del denaro è ancora più alto rispetto alla media nazionale. E non a caso durante il vostro recente Forum dei territori Sud avete ragionato con le più importanti eccellenze imprenditoriali su come rimodulare il rapporto tra banche e imprese. Che vuol dire?
«Intanto che bisogna sempre trasformare i problemi in opportunità risponde Mustier come ad esempio proprio qui a Napoli ha fatto Apple rilevando una fabbrica in disuso e trasformandola in un'Academy globale per la formazione di giovani provenienti da tutto il mondo. Su questa scia sono arrivate subito dopo le Academy di Cisco e Deloitte e quella annunciata di recente dal Rettore dell'università Federico II, Gaetano Manfredi, di Ferrovie dello Stato per la formazione dei nuovi manager della mobilità. Si sta costruendo una dimensione di crescita basata sull'innovazione che avrà enormi ricadute sul sistema delle imprese, sull'occupazione e sulla qualità dello sviluppo di questo territorio. Noi siamo convinti che sia la strada giusta e che vada incoraggiata».
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Venerdì 29 Giugno 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 29-06-2018 14:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-06-29 11:13:18
Una "musica" che si sente da parecchi,troppi,anni !...
2018-06-29 08:49:10
che belle parole... peccato che la realtà sia molto diversa... volete sapere davvero cosa ha fatto Unicredit per il Sud ??? Ha venduto il Credito su Pegno ad una società Austriaca, la tanto sventolata volontà di investire nel sociale con aiuti concreti alle famiglie ed alle piccole imprese così si è concretizzata per il Sig.Mustier, cedendo un attività importantissima e radicata da secoli nel tessuto sociale italiano. L'accesso al credito da parte delle categorie sociali più a rischio ed in difficoltà ora è in mano ad una società Austriaca in barba alle belle parole e alle false politiche aziendali di Unicredit. Ma si sa per la banca non rappresentava più un asset strategico... del sociale del Sud e dell'accesso al credito delle fasce di popolazione più debole ad Unicredit e a Mustier non gliene frega un bel niente !

QUICKMAP