Flat tax, ecco perché le aliquote al 15% e al 20% premiano i redditi più alti

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di Luca Cifoni

A parte l'ingente copertura finanziaria tutta da trovare, sono due i nodi che il governo dovrà affrontare nel mettere a punto la cosiddetta flat tax sull'Irpef, che in realtà è un sistema basato su due aliquote (15 e 20 per cento). Il primo punto riguarda la struttura del nuovo prelievo, che per sua natura garantisce vantaggi in proporzione più sostanziosi a coloro che dispongono di redditi alti: i circa 900 mila contribuenti che nel 2016 avendo un imponibile al di sopra dei 75 mila erano sottoposti da un'aliquota marginale del 43 per cento passerebbero al 20 per cento, mentre la loro aliquota media (ossia l'incidenza effettiva dell'imposta versata) che oggi è tra il 30 e il 40 per cento - salvo i pochi redditi altissimi - scenderebbe ad un livello comunque inferiore al 20 per cento. Invece una quota di contribuenti a reddito medio-basso che oggi versa già meno del 15 per cento magari grazie a detrazioni e deduzioni potrebbe rischiare addirittura un aggravio pur tenendo conto della deduzione-base di 3 mila euro per ogni componente del nucleo familiare pensata per assicurare la progressività.
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Martedì 5 Giugno 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 05-06-2018 19:03
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