La ricetta di Boccia: «Job's act e sgravi fiscali fondamentali per il Sud»

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia
ARTICOLI CORRELATI
di Nando Santonastaso

Presidente Boccia, tra pochi giorni Confindustria presenterà l'annuale check up sullo stato di salute del Mezzogiorno. Quale prospettiva si può delineare per questa area del Paese dopo la buona crescita del Pil 2017? La povertà resta il nemico da battere?
«La povertà resta certamente il nemico da battere. E con la povertà anche le disuguaglianze. Entrambe, disuguaglianze e povertà, vanno fronteggiate con la crescita che diventa il presupposto dell'aumento del lavoro: la vera mission Paese di Confindustria. La buona crescita del Pil anche nel Mezzogiorno è dovuta all'impatto positivo sull'economia reale di alcuni strumenti, come il Jobs Act e Industria 4.0. Per questo diciamo di fare molta attenzione quando qualcuno immagina di poterli smantellare. Ricordiamo che il solo credito d'imposta sugli investimenti ha fatto registrare al Sud prenotazioni per 4 miliardi che presto si scaricheranno sul terreno, con ulteriori effetti positivi sullo stato dell'economia e dell'occupazione. Ma un nodo nevralgico per il rilancio della questione industriale nel Mezzogiorno riguarda il destino dell'Ilva di Taranto che può e deve diventare l'avamposto di un nuovo modo di coniugare le esigenze dell'impresa con quelle dell'ambiente».

Ma secondo lei è giusto pensare di utilizzare i fondi europei per coprire i costi del cosiddetto Reddito di cittadinanza, come pensa il Movimento 5 Stelle?
«I fondi europei servono per le politiche di coesione. Per ridurre cioè i divari e costruire occasioni di lavoro, occupazione e crescita, attraverso infrastrutture e competitività per le imprese. Il che significa posti di lavoro strutturali: una vera operazione di difesa della dignità delle persone».

È realistico, come dice il ministro dell'economia Tria, che Flat tax e Reddito di cittadinanza marcino di pari passo?
«Può essere realistico se s'immagina un percorso di medio termine, avendo fissato priorità e tappe obbligate. Obiettivi ambiziosi hanno bisogno di essere sostenuti da programmi ben congegnati. Il rischio che si corre è voler fare tutto in breve tempo, facendo ricorso al deficit e questo non aiuterebbe. La domanda è: quale orizzonte temporale intende darsi questo governo? In definitiva, occorre stabilire un piano di legislatura».

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Domenica 8 Luglio 2018, 10:10 - Ultimo aggiornamento: 09-07-2018 14:41
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP