«Alta velocità, da Afragola
36 treni per Nord e Sud»

ARTICOLI CORRELATI
di Nando Santonastaso

  • 1605
L'ultima «ispezione» è stata positiva. La stazione di «Napoli Afragola Alta velocità» è ormai pronta. E l'ingegnere Maurizio Gentile, amministratore delegato e direttore generale di Rete ferroviaria italiana lo conferma al termine del sopralluogo, annunciando peraltro che dal sito disegnato da Zaha Adid non partiranno (e arriveranno) pochi treni, come si è detto finora, ma ben 36, 18 in direzione Nord e altrettanti verso Sud. E che voci e preoccupazioni sulla presunta impossibilità di una sinergia operativa con Napoli Centrale non hanno alcun fondamento.

Insomma, ingegnere, è sbagliato parlare della nuova stazione come di una cattedrale nel deserto?
«La domanda andrebbe rivolta a chi ha fatto queste affermazioni. Probabilmente spaventa il fatto che la stazione di Napoli Afragola Alta Velocità si trovi in un territorio diverso da quello in cui siamo abituati a prendere il treno, ossia le stazioni in centro città. Ma anche Afragola ha un bacino potenziale di viaggiatori molto ampio, che si estende su diverse province della Campania. Non condivido questo disfattismo a priori: facciamola partire, lasciamo che le persone la conoscano e ne scoprano i vantaggi e le potenzialità».
Ma la scarsa attrattività, per così dire, dell'area che la ospita appare almeno a prima vista indiscutibile.
«Nient'affatto. La nuova stazione è il primo tassello di un progetto più ampio per quell'area. Dal prossimo mese di giugno inizieranno a fermare i treni Alta Velocità, parallelamente continuiamo a lavorare alla seconda fase, che farà di Afragola l'interscambio tra l'alta velocità, la nuova linea Napoli-Bari, la Circumvesuviana e i treni regionali da e per Caserta, Benevento e Napoli Nord. Sarà un bell'esempio di intermodalità. È prevista anche la costruzione di un parco tecnologico e naturalistico, oltre agli spazi commerciali all'interno dello scalo. Insomma, noi crediamo molto in questo progetto, così come tutte le istituzioni coinvolte».
Parliamo di tempi e istruzioni per l'uso, per così dire. Il cronoprogramma è confermato? Ed è vero che ci saranno solo pochi convogli in transito nel sito?
«Su questo punto ci sono state molte notizie e voci false. Il cronoprogramma è assolutamente confermato. Il 6 giugno sarà inaugurata, con il Presidente del Consiglio Gentiloni, la prima fase operativa della nuova stazione. Dall'11 giugno, con il nuovo orario, inizieranno a fermare i treni: saranno complessivamente 36, sia di Trenitalia sia di NTV, e collegheranno Afragola con tutte le città servite dall'Alta Velocità ma anche con Reggio Calabria. Direi che questo numero è la miglior risposta a tutte le critiche».
Possiamo paragonare Afragola alla stazione di Roma Tiburtina? E che riflessi avrà la sinergia con Napoli centrale?
«La paragonerei alla stazione Mediopadana Alta Velocità di Reggio Emilia, anche per lo scenario urbano e territoriale in cui entrambe sono inserite. La Mediopadana è stata aperta nel 2013 e all'inizio fermavano 16 treni. Poi i viaggiatori ne hanno compreso gradualmente le funzionalità, i cittadini delle varie province hanno scoperto che potevano risparmiare tempo partendo da lì. Così oggi i treni che fermano alla Mediopadana sono ben 48, ossia il triplo, in soli 4 anni di operatività. È quello che prevediamo e ci auguriamo succederà con Afragola».
E i riflessi su Napoli centrale?
«Per quanto riguarda Napoli Centrale, 32 di questi 36 treni faranno fermata in entrambe le stazioni, con il tempo di percorrenza da Centrale su Roma invariato. La parola sinergia è la più adatta: le due stazioni servono bacini e territori complementari ma diversi tra loro».
Ricapitolando: Afragola servirà una fascia di utenti che attualmente è costretta a raggiungere Napoli centrale avendo come meta il Nord o il Sud del Paese. Inoltre ogni treno fermerà comunque a Napoli centrale, è così?
«Assolutamente. I servizi previsti alla stazione di Afragola garantiranno parcheggi e funzionalità sul piano viario. Se avessimo pensato di realizzare la stazione in un centro abitato avremmo incontrato sicuramente enormi difficoltà logistiche».
Ingegnere, la stazione di Afragola non cancella la sensazione, supportata dai dati, che gli investimenti nel trasporto ferroviario destinati al Nord sono di gran lunga superiori al Sud.
«Mi lasci dire che la quota di investimenti ferroviari attivi al Sud è altissima, grazie soprattutto agli impegni assunti dal governo anche se non nego che in passato si siano per così dire potenziati gli interventi previsti nell'area più forte economicamente del Paese. Da alcuni anni questa impostazione è cambiata. Le dò qualche dato: in Sicilia prevediamo di investire circa 10 miliardi da qui al 2027, sulla NapoliBari 6 miliardi, con una stima di occupazione diretta e indotto per circa 20mila lavoratori all'anno per ogni miliardo speso. In Calabria abbiamo progetti attivi per 4 miliardi, di cui finanziati 1.3, sia per la linea Ionica che per la Tirrenica. Sull'Adriatica c'è il completamento del raddoppio fra Termoli e Lesina (700 milioni): completano il quadro tutti gli interventi per collegare i porti del Sud alla ferrovia e velocizzare le linee a minor traffico».
Ecco, gli interporti: la Campania ha un sistema intermodale che non riesce ancora a sviluppare per intero le sue potenzialità...
«Vero, ma anche qui ci sono novità. Abbiamo raggiunto un accordo con l'Autorità portuale di Napoli e Salerno per ripristinare il trasporto ferroviario direttamente dal Porto di Napoli allo scalo di Napoli Traccia, riutilizzando il ramo ferroviario di via Ferraris che da anni è quasi in disuso per problemi di compatibilità con il traffico pedonale e automobilistico dell'area portuale. Da qui le merci potranno proseguire anche per l'Interporto di Marcianise-Maddaloni che è dotato di una struttura ferroviaria di prim'ordine e che al pari dell'asse di Nola-Interporto ha potenzialità da rafforzare. Vorrei dire però che certi interventi previsti al Nord, molti di completamento di progetti non ancora ultimati, non escludono il Sud: il corridoio europeo Scandinavia-Mediterraneo lo dimostra. E poi stiamo lavorando su alcuni collegamenti Tirreno-Adriatico che permettano alle merci dal Sud di viaggiare spedite verso il Nord e l'Europa perché sulla dorsale adriatica c'è già un sistema pienamente efficiente».
Sia sincero, ingegnere: Matera vedrà mai la linea ferroviaria ora che è capitale europea della cultura 2019?
«Tra i fondi stanziati dall'ultima Legge di Stabilità per la cura del ferro, sono previsti 210 milioni per collegare Matera. I tempi tecnici non ci permettono di attivare il collegamento in tempo utile per il 2019, ma come gruppo FS abbiamo già ipotizzato collegamenti intermodali».
La Napoli-Bari: a che punto siamo? Le risorse sono già tutte disponibili? Conferma i tempi di realizzazione?
«Confermiamo che nel 2022 offriremo alle imprese di trasporto un collegamento diretto NapoliBari, grazie all'attivazione dei lotti NapoliCancello e CancelloFrasso Telesino, aggiudicati lo scorso marzo. L'esperienza da Commissario di governo per quest'opera è molto positiva, i tempi si accelerano di molto. A giugno attiviamo il lotto pugliese CervaroBovino ed è già operativa la bretella di Foggia. Nel 2022 Bari sarà a due ore da Napoli, a tre da Roma. Il costo complessivo è di 6,2 miliardi di euro, di cui 3,5 già finanziati e grazie ai quali progressivamente stiamo pubblicando i bandi di gara».
Venerdì 19 Maggio 2017, 08:55 - Ultimo aggiornamento: 19-05-2017 12:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP