Il baby boss col profilo Facebook: sequestrato smartphone nel carcere di Airola

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Dalla sua cella del carcere minorile di Airola interveniva tranquillamente sul proprio profilo Facebook. È stato così che la Polizia Penitenziaria ha trovato e sequestrato un telefono cellulare nella disponibilità di un detenuto.

A darne notizia è Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria Sappe. «Ai Dipartimenti della Giustizia minorile e dell'amministrazione penitenziaria - spiega il sindacalista - chiediamo interventi concreti, come la dotazione ai reparti di polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani».

Il Sappe ricorda che «sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo».

Proprio per sollecitare interventi concreti, uomini e mezzi per la Polizia Penitenziaria, il Sappe di Airola ha partecipato con la Consulta Sicurezza alla manifestazione di questa mattina a Roma davanti alla Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio.
Giovedì 12 Ottobre 2017, 20:48 - Ultimo aggiornamento: 12-10-2017 20:48
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