Vita da vip nella villa dorata in Romania, catturato il ragioniere dei boss

di Leandro Del Gaudio

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«Pensavo che lo Stato italiano si fosse dimenticato di me e invece eccovi qua, ci ricontriamo». Poche parole, con filo di ironia, i polsi consegnati alle manette dei carabinieri. Finisce qui, in una villa a Fizesu Gherlii in Romania, la lunga corsa di Gaetano Manzo, 66 anni, latitante dal lontano 2009, come esponente del clan Sarno Bocchetti, una delle costole dei Licciardi di Secondigliano. Inseguito da una condanna a 16 anni per associazione camorristica e droga, il «ragioniere» della camorra di Napoli nord ha dato un'ultima occhiata alla sua villa in Transilvania e ha mollato la presa. Ora gli attende l'estradizione, il viaggio di ritorno in Italia, il confronto con i magistrati della Dda di Napoli, ai quali dovrà spiegare come aveva fatto a mettere su una villa che rientra a pieno titolo nel chiché della gomorra più recente: un po' «Scarface», con colonne placcate in oro, salottini in un grande salone centrale sempre in oro e ambienti che scimmiottano un certo fascino imperiale. 
 

Un blitz che premia il lavoro investigativo dei carabinieri della sezione catturandi del reparto operativo in forza al comando provinciale guidato da Ubaldo Del Monaco, coadiuvati sul posto dalla polizia romena e dalla quinta divisione dell'ufficio sirene per la cooperazione internazionale di polizia. Mai come in questo caso, è stato utile seguire il detto «follow the money», tanto caro a Giovanni Falcone: la strada dei soldi, del denaro sporco, o meglio del riciclaggio dei proventi del narcotraffico. In questi anni, Manzo non aveva mai tagliato i ponti con Napoli e il suo retroterra criminale. Anzi. È probabile che gli investimenti messi in piedi dal 66enne fossero finalizzati a ripulire i soldi del narcotraffico frutto della gestione delle piazze del rione Berlingieri. Ma in cosa consistevano gli affari di Gaetano Manzo? Cosa consentiva a «Nanuccio o segretario» di simulare una vita da manager italiano in trasferta in Transilvania? Aveva due talenti, almeno sulla carta: gestiva slot machine ed era pronto ad aprire una agenzia di pompe funebri. Non era solo, ma si era avvalso del sostegno logistico di cittadini di etnia rom presenti sul posto. E la mania per il colore «dorato», per gli stucchi gialli e i rivestimenti interni color lingotto sembrano confermare questa vicinanza con il popolo rom. Arrivato in Romania diversi anni fa, si è servito di zingari locali per ogni aspetto della vita quotidiana. È grazie a loro che è riuscito a fare carte falsi per trovare una casa, in un quartiere residenziale della cittadina rumena. Ed è ancora grazie alla presenza di alcuni esponenti della comunità locale, che aveva messo sotto contratto una donna del posto per le faccende domestiche. La scorsa mattinata, quando Manzo è stato arrestato, un velo di dispiacere è calato sul volto della domestica. Ha pianto. Stando alla traduzione dei funzionari di polizia locale, ha anche chiesto spiegazioni: «Gaetano, Gaetano - ha insistito - perché ti stanno portando via? Quando ti lasceranno tornare a casa?». Ovviamente la donna non poteva immaginare che il proprio datore di lavoro, l'uomo per il quale attendeva le faccende casalinghe, è un personaggio di un certo peso nello scacchiere camorristico cittadino. 

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Sabato 12 Agosto 2017, 10:06 - Ultimo aggiornamento: 12-08-2017 22:10
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