Concorsi truccati per l'Esercito,
il teste-coraggio è nella polizia

di Leandro Del Gaudio

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Quando mercoledì mattina ha scandito l’urlo che ti cambia la vita - quel «lo giuro» che segna l’inizio di una carriera in divisa al servizio delle persone -, la sua soddisfazione è stata doppia. Chi lo conosce e gli è stato vicino in questi mesi, ha saputo della sua emozione, della sua gioia, per aver chiuso il cerchio di una storia che ha inizio un anno e mezzo fa. Una storia non solo personale: gli arresti nella concorsopoli militare che vengono messi a segno nello stesso giorno in cui lui è lì a giurare con la mano destra alzata. Gli arresti e l’assunzione in polizia, dunque.  Due motivi di vanto nella stessa giornata, per Giacomo Junior Sorato Siddi: classe 1990, da qualche giorno agente in prova, ma anche testimone chiave nell’inchiesta culminata negli arresti in cella di un dipendente del ministero dell’esercito, e negli arresti ai domiciliari di un generale in pensione assieme ad altri 13 soggetti legati alle forze armate e alle scuole di formazione.  Un terremoto, una storia aperta ad altri sviluppi (e ad altri possibili coinvolgimenti) che parte da un gesto più unico che raro da queste parti: la denuncia, il racconto di una pressione subita, di un andazzo che molti tollerano in silenzio. 
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Venerdì 19 Ottobre 2018, 23:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 18:22
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