Laurea ad Alberto di Monaco
Grande impegno per tutti i mari

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di Rossella Grasso

È arrivato presto a Villa Doria D'Angri il principe Alberto di Monaco. Qualche stretta di mano e poi ha subito indossato la tradizionale toga per ricevere la Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze e Tecnologie della Navigazione, riconoscimento che l'Università Parthenope ha deciso di attribuirgli per il suo impegno nella ricerca scientifica soprattutto a tutela del mare.

Il Rettore della Parthenope, Alberto Carotenuto, ha inaugurato la cerimonia nella suggestiva cappella della sede universitaria in via Petrarca. «Siamo orgogliosi di ospitare sua altezza serenissima nella splendida cornice del Golfo di Napoli - ha detto il Rettore - dove storia, cultura, tradizioni e sviluppo sono indissolubilmente legati al mare. Di questa tradizione l’Università degli Studi di Napoli Parthenope rivendica il suo ruolo poiché affonda le sue radici nella storia della città di Napoli, autentico crogiuolo di cultura marina e marittima, e del suo millenario legame con il mare».
 
 

Alla cerimonia non c'erano i reali della famiglia Grimaldi. Al loro posto il Presidente della Regione Vincenzo De Luca e i rettori dell'Orientale, Luigi Vanvitelli, e dell'università del Sannio, Filippo De Rossi. Per il Comune c'era l'assessore Nino Daniele. Presenti anche il console di Monaco a Napoli Mariano Bruno, l'ambasciatore di Monaco Robert Fillon, il prefetto Carmela Pagano, il console francese Jean Paul Seytre e il presidente del tribunale Ettore Ferrara. A Giorgio Budillon, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie della Parthenope, è toccata la laudatio con cui ha spiegato le ragioni della Laurea. «Il Principe Alberto II ha sviluppato negli anni una entusiastica passione per l’esplorazione e per la ricerca scientifica - ha detto Budillon - arricchendo e amplificando quanto compiuto in precedenza dalla sua famiglia. La dinastia Grimaldi ha infatti sempre mostrato una particolare sensibilità ed un forte impegno nei confronti delle problematiche ambientali, ponendo tutto il Principato di Monaco all’attenzione del mondo intero per le ricerche marine. Il trisnonno Alberto I fu il fondatore dell’Istituto Oceanografico di Monaco, di cui sua altezza è oggi il Presidente Onorario, che con l’acquario, il museo e la biblioteca hanno reso il Principato di Monaco una ambita meta per studiosi di tutto il mondo».

Poi ha sintetizzato tutta la carriera del principe, sempre in viaggio per i mari tanto da essere «l'unico sovrano al mondo ad essere stato al Polo Nord e al Polo Sud» e il suo impegno contro l'inquinamento dei mari. 
 

Alberto si è detto commosso per le belle parole e ha iniziato il suo discorso ringraziando i presenti in italiano per poi proseguire in francese. «A Napoli, come a Monaco, abbiamo il privilegio di toccare concretamente problematiche legate all’ambiente marino attraverso lo spettacolo quotidiano del Mar Mediterraneo - ha detto il principe dal podio -  che tutti noi ben sappiamo quanto sia, al contempo, prezioso e fragile. E soprattutto sappiamo cosa significhi tutto questo».

«Oggigiorno - ha continuato -  questo Mare sopporta, in effetti, la stragrande maggioranza delle sfide dei nostri tempi e rappresenta il teatro di numerosi drammi. Il Mediterraneo subisce le tensioni economiche, sociali, culturali e religiose del nostro mondo. Malgrado ciò, sono fermamente convinto che esso offra l’esigenza di un’azione collettiva per il suo avvenire, per il nostro avvenire. Oggi vorrei parlarvi proprio di questa dimensione collettiva che guida le mie azioni e che è condizione indispensabile dell’efficacia. Come affermato più volte da Nelson Mandela: “We know it well that none of us acting alone can achieve success. Il degrado ambientale è portatore di disuguaglianze e colpisce sempre i più deboli. È portatore di malattie nonché di fame; sconvolge gli equilibri biologici di intere regioni ed indebolisce la biodiversità. È portatore di conflitti: rarifica le risorse; è portatore dello sradicamento; rende inospitali regioni intere; spinge i suoi abitanti all’esilio. Per tale ragione è essenziale preoccuparsene, incluso il Mar Mediterraneo, e di preoccuparsene insieme».
 
 

Poi Carotenuto ha consegnato al principe la pergamena e una scultura raffigurante la sirena Parthenope, simbolo dell'università. Subito dopo la cerimonia una festa di laurea è stata allestita sulle splendide terrazze di Villa Doria D'Angri. «Oggi metteremo il sole in tavola per il principe - ha detto lo chef - Abbiamo preparato un pranzo tutto a base di pesce fresco. Mangerà bene. D'altronde a Napoli mica poteva mangiare male». Intanto l'Orchestra dell'Università Parthenope ha allietato gli ospiti suonando gli Inni nazionali dell’Italia e del Principato e coronando la cerimonia con O' sole mio e brani tratti dalla Vita è bella.
 
Mercoledì 16 Maggio 2018, 14:34 - Ultimo aggiornamento: 16-05-2018 21:16
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