Morti inghiottiti dalla Solfatara: «Ascoltiamo Alessio, potrebbe dimenticare»

di Leandro Del Gaudio

Vogliono ascoltare l'unico testimone della tragedia familiare che si è consumata nella Solfatara di Pozzuoli. Nei prossimi giorni, il gip del Tribunale di Napoli fisserà l'incidente probatorio per acquisire la testimonianza del piccolo Alessio Carrer, il bambino di otto anni che ha assistito alla morte del fratellino Lorenzo (aveva 13 anni), del padre Massimiliano e della mamma Tiziana Zaramella.

Una mossa della Procura di Napoli, su richiesta dei legali del piccolo sopravvissuto, che punta a congelare la testimonianza di Alessio in vista di una probabile richiesta di processo. Era il 12 settembre del 2017, quando i tre turisti furono ingoiati da una voragine provocata dai pesanti acquazzoni che colpirono Napoli. Ora la Procura chiede di acquisire la versione del bambino nel contraddittorio tra le parti e dinanzi a un giudice: c'è il rischio che scattino meccanismi di rimozione in una fase di crescita così delicata. Scrivono oggi gli inquirenti: «Vi è il fondato motivo di ritenere che il minore Alessio Carrer possa non mantenere vivo il ricordo di quanto accaduto, alla luce del percorso terapeutico intrapreso, per il quale il minore si troverebbe nell'impossibilità di rendere una proficua deposizione dibattimentale anche in considerazione del fatto che trattasi di un soggetto, testimone della morte tragica di genitori e del fratello, versante in condizioni di particolare vulnerabilità».
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Mercoledì 16 Maggio 2018, 07:15 - Ultimo aggiornamento: 16-05-2018 08:31
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