Tre napoletani scomparsi in Messico: i familiari accusano la polizia

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di Giuseppe Crimaldi

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Diciannove giorni senza più notizie. Un’eternità. Ora dopo ora, i familiari dei tre desaparecidos napoletani dei quali non si hanno più tracce dal 31 dicembre scorso invocano verità e giustizia. Perché nessuno può sparire nel nulla, come invece è accaduto a Raffaele Russo, a suo figlio Antonio e a suo nipote Vincenzo Cimmino.
Ed invece dal Messico tutto tace. Tacciono le autorità governative. Tace il corpo di polizia locale, lo stesso sul quale si sono addensate - per anni - nuvole ed ombre nere in relazione ai comportamenti a dir poco inquietanti su come vengono trattati gli stranieri in quel Paese. Tacciono i presunti sequestratori dei tre napoletani, ammesso che di sequestro di persona si tratti. E, dal canto suo, anche il ministero degli Esteri fa sapere che mai come in questo momento è necessaria la massima discrezione. La Procura di Roma ha intanto aperto un fascicolo sul casocontro ignoti, mentre ieri sera familiari e amici hanno partecipato ad una fiaccolata. Ma dove si trovano i tre napoletani scomparsi il 31 gennaio scorso? Il nostro giornale ieri ha diffuso - nella pagina online - in esclusiva l’ultimo messaggio di due dei tre «desaparecidos». Un file audio inquietante, perché chiama in causa direttamente alcuni uomini in divisa della polizia messicana, corpo tristemente noto alle cronache che richiamano la morte e la scomparsa di altri italiani, e napoletani.
 
Una polizia corrotta. Senza mezzi termini. Forse è arrivato il momento di lasciare alla diplomazia la diplomazia, e ai margini di trattativa una trattativa che - chissà - anche questa volta non riuscirà a far rientrare a casa chi è stato sequestrato senza motivo. La paura cresce di ora in ora. Nessuna richiesta di riscatto è stata avanzata ai familiari delle famiglie Russo e Cimmino. A Ciudad de Guzman, cittadina nella quale avevano deciso di risiedere i tre napoletani spariti nel nulla dal 31 gennaio, resta ancora uno dei figli di Raffaele Russo. «Aspetto ancora una telefonata, un segnale. Ma finora, niente», fa sapere tramite i suoi familiari.
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Sabato 17 Febbraio 2018, 22:59 - Ultimo aggiornamento: 18-02-2018 18:14
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