Napoli, due ambulanze del 118 in meno
I sindacati: «Assistenza a rischio»

di Melina Chiapparino

Tagli al servizio di emergenza territoriale dell’Asl Napoli 1 che, dal 22 maggio, dovrà rinunciare a due postazioni del 118. La disposizione dirigenziale indirizzata ai coordinatori del servizio che gestisce le ambulanze in città, è arrivata ieri e annuncia un ulteriore depauperamento dei mezzi di soccorso a disposizione dell’utenza. Delle 16 postazioni allestite sul territorio urbano, compresa l’isola di Capri, si passerà tra qualche giorno a 14 postazioni, sempre includendo quella isolana, con la conseguente necessità di dover coprire le aree che non avranno più la dotazione del mezzo di soccorso.

Saranno dunque soppresse la postazione Incurabili, nell’omonimo presidio ospedaliero in via Maria Longo, al centro storico, e la postazione Corso Europa, a margine del quartiere Vomero, entrambe gestite dalla Croce Rossa Italiana con cui l’Asl è convenzionata per la gestione dell’emergenza territoriale. Con questa disposizione si perde una delle ambulanze operative 24 ore su 24, quella degli Incurabili ed una operativa sul turno delle 12 ore oltre a lasciare sguarnite aree cittadine a cui dovranno sopperire le altre postazioni funzionanti. La motivazione del taglio è «l’esigenza della stretta osservanza degli orari di lavoro vigenti nella struttura  e di lavoro straordinario imposti dalla norma 161/ 2014» come si legge nel documento che fa riferimento al tetto limite degli orari e dello straordinario imposto dalle normative europee. Limiti inconciliabili con l’organico a disposizione del 118 che, pur sfruttando al massimo gli orari consentiti dalla legge, non riesce a coprire i turni per la sopravvivenza di tutte le postazioni.

Eppure, il taglio di un servizio vitale per l’assistenza sanitaria dei cittadini richiederebbe soluzioni altrettanto urgenti come indicano i sindacati della categoria e come quasi suggerisce lo stesso documento che annuncia la soppressione delle postazioni. Infatti, nella nota si legge: «Si attendono eventuali suggerimenti per limitare la chiusura delle postazioni suddette – e sempre all’interno della nota - senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e attraverso riorganizzazione di servizi e risorse umane». In pratica la soluzione non c’è ancora ma si spera di trovarla. «La riduzione dei mezzi di soccorso contraddice il decreto ministeriale che stabilisce le proporzioni tra numero dei cittadini e ambulanze a loro destinate - fa notare Emilio Cavuoto, coordinatore dell’emergenza 118 per il sindacato Cimo – questo taglio peggiorerà le problematiche che gravano sul 118 a partire dai ritardi delle assistenze per l’insufficienza del numero di postazione per questo abbiamo programmato una riunione martedì prossimo così da proporre soluzioni e prendere posizione su una disposizione che inciderà inevitabilmente sull’assistenza 118 in città». 
Venerdì 19 Maggio 2017, 15:00 - Ultimo aggiornamento: 19-05-2017 15:41
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