San Giovanni vince la paura: in marcia nel Bronx contro le stese

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di Paola Marano

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San Giovanni a Teduccio vince la paura e scende in strada, nel cuore del Bronx, per dire no alle «stese», le raffiche di colpi di arma da fuoco con cui quasi ogni giorno gli abitanti del quartiere fanno i conti. A ritmo di tamburi battenti un migliaio tra bambini delle undici scuole di Napoli e rappresentanti della comunità dei fedeli delle parrocchie del territorio sono partiti da Parco Massimo Troisi per attraversare via Taverna del Ferro, arrivare su corso San Giovanni e fare tappa davanti alla Apple Academy, «isola nel deserto di una periferia abbandonata», in direzione Rione Villa. Una marcia pacifica e gioiosa al grido di «Io non ci sto», con il «non» sbarrato da una croce, che fa gioco al doppio significato semantico dell’espressione scelta come slogan. La parata, colorata da cartelli e striscioni realizzati dai ragazzi, si è conclusa a Piazza Capri, dove è stato allestito un palchetto che ha ospitato gli interventi dei promotori.

È stato il binomio scuola-chiesa a fare da innesco a quello che i manifestanti hanno già definito «un successo»: una sinergia che ha visto impegnati in prima linea Modesto Bravaccini, parroco della chiesa di San Giuseppe e Madonna di Lourdes, e Valeria Pirone, giovane preside dell’istituto Vittorino Da Feltre. La spinta è arrivata dopo la notte di San Silvestro, quando un ragazzo del quartiere era stato raggiunto da un proiettile vagante mentre ammirava i fuochi di Capodanno.
 

«Fare la marcia è già un risultato, molti avevano paura di venire. Stamattina una mamma mi ha confessato di avere timore – ha raccontato il parroco – “loro” giocano molto sul ricatto. Ormai registriamo più di una “stesa” a settimana. Noi ci mettiamo la faccia, speriamo però che le istituzioni raccolgano la nostra provocazione».

Ma di rappresentanti politici e istituzionali in marcia ce n'erano pochi: i consiglieri regionali Francesco Emilio Borrelli e Antonio Marciano, gli assessori del Comune di Napoli Ciro Borriello e Annamaria Palmieri per l'amministrazione comunale e il presidente della municipalità Salvatore Boggia. 
 
 

«All’inizio abbiamo avuto una porta chiusa in faccia da tutti, a partire dai piccoli che dicevano di avere paura – ha detto la preside Pirone – fino a 20 giorni fa non avevamo una adesione né di un alunno né di una famiglia. Di stese se ne parla ancora troppo poco, i miei ragazzi mi raccontano ogni giorno di episodi del genere. Questo di stamattina è il nostro grido di rabbia».

Un risultato frutto di un lavoro di rete che ha coinvolto agenzie educative, parrocchie e la rete di associazioni Napoli Zeta, in particolare la cooperativa Sepofà, Libera, Terra di confine, Un popolo in Cammino, Ente Agisco, Studenti contro la Camorra, l’Associazione Maestri di Strada. 
Giovedì 19 Aprile 2018, 11:24 - Ultimo aggiornamento: 20-04-2018 09:45
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