Fermati due ragazzini del branco della metropolitana, il questore di Napoli: «Il malessere dei giovani genera crudeltà»

ARTICOLI CORRELATI
  • 56
«Bisogna interrogarsi sul malessere, presente in alcuni quartieri di Napoli, in periferia ma anche nel centro, che è alla base di questi atteggiamenti crudeli e violenti». A chiederlo è il questore di Napoli, Antonio De Iesu, dopo l'individuazione e la denuncia, da parte della Polizia di Stato, di due giovanissimi ragazzi, di 16 e 17 anni, ritenuti agli aggressori di Ciro, il 16enne colpito al volto con un pugno, la sera di domenica scorsa, davanti alla stazione Policlinico della metropolitana di Napoli, mentre tornava da una partita di calcetto insieme con dei compagni.

«Abbiamo dato una risposta investigativa, grazie alla competenza dei nostri uomini del commissariato Arenella, in collaborazione con la Procura dei Minori, con la quale c'è una perfetta sinergia», ha aggiunto il questore di Napoli.
 

Un'altra risposta arriverà da Roma, dove «si sta firmando oggi un progetto del Pon Sicurezza del ministero dell'Interno che riguarda il rione Sanità di Napoli, grazie al quale sarà possibile sperimentare un percorso virtuoso che individua 400 ragazzi più a rischio e accompagnarli, con maestri di strada, fino alla maggiore età, insegnando loro anche un mestiere», spiega ancora De Iesu. Si tratta di un progetto - continua - «in grado di fornire anche delle competenza professionali ai ragazzi, per educarli al rispetto della legalità. È un progetto di recupero dalla dispersione scolastica che coinvolge circa 160 maestri di strada, un'iniziativa che si affianca all'attività delle forze dell'ordine, grazie anche alla collaborazione delle parrocchie, delle associazioni, della municipalità. Un ulteriore tassello che va ad aggiungersi al capillare sistema di videosorveglianza installato nel quartiere, finanziato dalla Regione Campania».

Parlando dei due giovani denunciati oggi, il questore di Napoli ha ritenuto importante sottolineare il lavoro «fondamentale» di «analisi e valutazione» portato avanti con il procuratore dei Minori di Napoli, Maria De Luzenberger: «Una attività di conoscenza del disagio giovanile, supportata anche dall'analisi degli aspetti familiari e ambientali, in grado di dare un contributo importante per scoprire quali sono le motivazioni che spingono i giovani, di diversa estrazione sociale, a compiere gesti del genere» perché, ha detto ancora il questore, «non è possibile avere, a 15, 16 o 17 anni, questa propensione alla crudeltà».

Il questore di Napoli, infine, si è detto disponibile, insieme con le altre forze dell'ordine della città, a dare un contributo di esperienza, ottenuto lavorando sul campo, per orientare progetti utili al recupero dei giovani afflitti da questo tipo di malessere.
Giovedì 18 Gennaio 2018, 13:56 - Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 06:48
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP