Tumore a 11 anni, Alessia muore nel Napoletano: «Uccisa dai veleni che respirava»

di Pino Neri

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«Mentre a Roma si discute (e si litiga) Sagunto viene espugnata». Storica frase rispolverata dal vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, qualche anno fa per denunciare il quadro sconfortante derivante dal lungo elenco di vite umane, spesso giovani, spezzate dal cancro che flagella il territorio simbolo della Terra dei Fuochi: Acerra, Casalnuovo, i vicini comuni del Casertano. Un elenco listato a lutto che l’altro giorno purtroppo si è allungato a causa della tragica scomparsa di una bambina di 11 anni, Alessia Tatiana Atanìa, portata via in pochi mesi da un osteosarcoma fulminante. 
 
Il funerale della giovanissima vittima del tumore è stato celebrato nella chiesa di San Pietro, rione Limitone, ad Acerra, tra centinaia di persone in lacrime, deluse, scoraggiate. Un’amarezza che fuori e dentro la chiesa si è tramutata in rabbia. «Basta con queste morti, ma cosa aspettano? Una rivoluzione o che moriamo tutti in poco tempo ?», si sentiva dire tra la folla. Della piccola Alessia resta un’immagine terribile, quella della sua bici bianca da passeggio lasciata nel cortile della sua abitazione, nel rione Limitone, un edificio affacciato sopra un lunghissimo fosso dei Regi Lagni, discarica di fanghi tossici lunga mezzo chilometro che è andata a fuoco più volte. Intanto il papà di Alessia, Giovanni, e la mamma, Natalia Kit, sono rimasti talmente sconvolti da questa tremenda esperienza che hanno deciso di lasciare l’abitazione in cui hanno vissuto per decenni. Si sono trasferiti in un altro rione di Acerra, al capo opposto. «Hanno lasciato casa una settimana fa – spiega A.I., un vicino – mia madre, che viveva nello stesso palazzo di Alessia, è morta di tumore, a un’età tutto sommato giovane». 
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Martedì 20 Novembre 2018, 23:02 - Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 10:12
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2018-11-21 22:19:36
Siamo anche vittime di noi stessi oltre che di uno Stato incapace di far rispettare le sue stesse Leggi non a feroci delinquenti ma a semplici cittadini: sempre pronti ad inscenare proteste e cortei contro qualsivoglia sistema di gestione dei rifiuti. In tale ottica, la camorra assume il ruolo del capro espiatorio. Sembriamo come in Russia ai tempi di Stalin dove quando qualcosa andava storto, si invocava una macchinazione di Troschij.
2018-11-21 16:20:46
beh adesso col veto vincente di gigino nella terra dei "cuori" come dice lui si può morire per decreto a causa dei roghi alla luce del sole!!!! in quanto agli esperti luminari che scrivono castronerie è vero tutti dobbiamo morire sia in montagna o al mare o al san paolo ma vadano a leggere le percentuali fra la terra dei "cuori" come dice lui e le altre regioni!!!!!
2018-11-21 13:30:58
Concordo con eddielosvelto. Non sono un medico ma faccio fatica a trovare una connessione tra un osteosarcoma (tumore alle ossa) e ciò che si respira, sopratutto in così poco tempo (11 anni). Una morte è sempre un fatto che ci tocca tutti e quasi sicuramente i fattori ambientali incidono ma certi titoli sono fuorvianti.
2018-11-21 12:47:57
ringraziamo cosentino, suo cognato sandokan e pure porpetta cesaro...questa gente ha avvelenato a morte la nostra terra!
2018-11-21 11:50:39
RIP

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