​«Un guasto a bordo»: Schettino
si aggrappa all’ultimo salvagente

di Ciriaco M. Viggiano

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​«Un guasto a bordo»: Schettino  si aggrappa all’ultimo salvagente Ciriaco M. Viggiano  Dal 12 maggio 2017 si trova a Rebibbia, dopo che la Cassazione l’ha condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il disastro della Costa Concordia. Ora, però, la magistratura potrebbe lanciare un «salvagente» a Francesco Schettino, comandante della nave da crociera che il 13 gennaio 2012 naufragò al largo dell’isola del Giglio causando la morte di persone. Il Tribunale di Genova, al quale una coppia di passeggeri superstiti ha chiesto 150mila euro di risarcimento, ha disposto una perizia «sul funzionamento del generatore di emergenza e sul collaudo della procedura di ripartenza in emergenza a seguito del black-out» che si scatenò sulla nave dopo l’impatto con gli scogli: un documento che potrebbe fornire alla difesa del 57enne marittimo metese gli spunti necessari per invocare la revisione del processo.
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Giovedì 15 Novembre 2018, 09:17 - Ultimo aggiornamento: 15-11-2018 21:30
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