Anno da record per i musei italiani
Pompei più visitata dopo Colosseo
Caserta, Mann e Paestum al top

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di Marco Perillo

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Una anno da ricordare, il 2017, per la cultura in Italia. Cittadini e turisti si riappropriano dei luoghi d'arte, anche grazie all'impegno di direttori innovativi e all'attenzione del ministro Franceschini. In questo quadro, la Campania appare la regione che gode dei maggiori benefici.
 
 

Il Colosseo si conferma al primo posto, tra i cinque luoghi della cultura italiana più visitati nel 2017, secondo i dati dell'Ufficio statistica del Mibact relativi all'anno che si è appena chiuso. L'Anfiteatro Flavio, con oltre 7 milioni di visitatori è seguito da Pompei (3,4 milioni di visitatori), dagli Uffizi (2,2 milioni), dalla Galleria dell'Accademia di Firenze (1,6 milioni di visitatori) e da Castel Sant'Angelo (1,1 milioni di visitatori). Nella Top 30 i tassi di crescita più sostenuti sono stati registrati da Palazzo Pitti (+23%) e da quattro siti campani: la Reggia di Caserta (+23%), Ercolano (+17%), il Museo archeologico di Napoli (+16%) e Paestum (+15%). A seguire i Musei reali di Torino (+15%) e il Castello di Miramare di Trieste (+14%). Importante infine segnalare la significativa crescita in classifica della Pinacoteca di Brera (+7 posizioni), di Palazzo Pitti (+5 posizioni) dei Musei reali di Torino (+4 posizioni) e l'ingresso in classifica, per la prima volta, di Villa Adriana e del Museo di Capodimonte. Sul podio delle regioni con il maggior numero di visitatori il Lazio (23.047.225), la Campania (8.782.715), la Toscana (7.042.018); i tassi di crescita dei visitatori più elevati sono stati registrati in Liguria (+26%), Puglia (+19,5%) e Friuli Venezia Giulia (15,4%).

Da segnalare infine la crescita del Museo Nazionale della Ceramica «Duca di Martina» a Napoli +61,66% (dai 20.661 del 2016 ai 33.401 del 2017) e i risultati positivi dei luoghi della cultura di Pistoia, Capitale italiana della cultura 2017: i visitatori dell' Ex chiesa del Tau crescono del +48% (dai 7.797 visitatori del 2016 agli 11.604 del 2017) e quelli della Fortezza di Santa Barbara del +41% (dai 9.597 del 2016 ai 13.564 visitatori del 2017). Tra i luoghi della cultura con ingresso gratuito, il Pantheon è stato visitato da oltre 8 milioni di persone; a seguire il Parco di Capodimonte (che supera il milione di presenze) e il Parco del Castello di Miramare di Trieste (830 mila visitatori). A fronte di un aumento degli introiti di circa 20 milioni di euro (+11,7%), sono aumentati anche i visitatori non paganti (+15%). Tale aumento è ascrivibile alle nuove politiche museali avviate dalle riforma e al successo delle prime domeniche del mese che, nel solo 2017, hanno portato più di 3,5 milioni di persone gratuitamente nei luoghi della cultura statali.
Sabato 6 Gennaio 2018, 10:06 - Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio, 12:12
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4 di 4 commenti presenti
2018-01-07 18:23:26
forza napoli e viva napoli sempre e comunque; la citta' e i cittadini piu' belli del mondo
2018-01-07 17:06:07
sarei curioso di conoscere le percentuali fra itagliani e stranieri!!!! mi sembra strano che un popolo che legge sempre di meno (dati istat) si vada a rinchiudere nei musei!!!!!
2018-01-06 13:00:47
Mi sento fiera di essere italiana. Bravo Franceschini, bravi tutti quelli che contribuiscono al successo dei nostri Beni. Mi auguro che un'attenzione maggiore vada anche alla tutela ed alla valorizzazione di tante altre realtà distribuite sul territorio, aree archeologiche, castelli, musei, dimore storiche e tanto altro. Ci sono ancora tante aree archeologiche lasciate nel degrado e soggette a vandalismi e depredazioni. Si dia agli Enti locali poteri, responsabilità e fondi per occuparsene attraverso, magari, delle convenzioni. Con la partecipazione e la collaborazione delle Associazioni di settore.
2018-01-06 12:35:23
Sono da ricordare gli ultimi 4 anni, e non soltanto il 2017! Questi dati eccellenti sui Musei e sulla cultura in generale fanno pendant con gli ottimi dati macroeconomici e l'aumentata fiducia degli italiani nel prossimo futuro. Oltre alla lunga serie di Leggi approvate sui diritti civili, da decenni attese, e alla tassazione generale calata di due punti percentuali. Un'enormità! Senza Renzi tutto ciò non sarebbe stato possibile. Ecco perchè è duramente attaccato dagli avversari politici, con l'incomprensibile appoggio dei Media i quali, per non sembrare troppo entusiasti, bilanciano i dati positivi dell'Istat, scrivendo di un possibile, leggero aumento dell'inflazione. E' il classico masochismo italiano! Non spiegano però che l'inflazione contenuta è un indice positivo, mentre la deflazione di quattro anni fa era l'indice negativo, molto pericoloso per l'economia. E' fin troppo evidente il cambio di passo impresso dal Governo Renzi, fin dal primo momento del suo insediamento. Renzi è stato il Presidente del Consiglio più capace ed efficiente del dopoguerra. Massima fiducia ancora e sempre al giovane, entusiasta, efficiente ed innovatore Renzi!

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