Record Mann: il museo archeologico di Napoli cresce e già rilancia

ARTICOLI CORRELATI
di Rossella Grasso

Il 2017 è stato un anno da record per il Museo Archeologico Nazionale. I numeri parlano chiaro: 529.000 ingressi, il 17% in più rispetto al 2016, 5 nuovi allestimenti, il 60% di nuovi spazi aperti al pubblico, 19 esposizioni temporanee e 47 mostre che hanno portato il Mann in Italia e all'estero, 25.000 like su Facebook, due milioni di download per il videogioco «Father and son». Il direttore Paolo Giulierini, ha messo in campo risorse di ogni tipo, dalle nuove tecnologie alla comunicazione, dai fumetti alla mostra sul Napoli calcio, per cercare di mantenere la promessa fatta al suo insediamento di rendere il Mann «una vera e propria agorà, una piazza aperta a tutti».
 
 

Nel report annuale del museo, accanto ai dati, ci sono i volti dei visitatori fotografati da Paolo Soriani, per cercare di rendere visibile il nuovo flusso di presenze. Forte dei numeri, il Mann rilancia, a partire dall'atrio, trasformato in una specie di portale: grandi stendardi descrivono le sezioni del museo con una grafica e un testo accattivante, ci sono già anche i pannelli della sezione dedicata alla Magna Grecia e a preistoria e protostoria che apriranno l'anno prossimo. Panchine di pietra lavica puntellano i lati del grande atrio. «Vogliamo invitare i visitatori a sedersi, rilassarsi e a rallentare. Un concetto che va contro il turismo mordi e fuggi», spiega Giulierini. Altra novità è l'allestimento della Tazza Farnese. Un gioco di luci e ombre ne valorizza le incisioni fatte su un unico pezzo di agata sardonica con decorazioni su ambedue i lati. Il primo di una lunga serie di allestimenti pregiati che il museo ha intenzione di fare.

Con la stagione estiva si inaugura anche il progetto «Alla scoperta dei tesori del Mann»: un video e dei reperti racconteranno come gli antichi fabbricassero armature o altri oggetti di uso quotidiano. La prima tappa del progetto è la mostra «Il metallo dei gladiatori. Vedere toccare capire». Accanto alla sala del plastico di Pompei sono esposti due elmi e due gambiere rinvenute nel quadriportico dei gladiatori di Pompei, appena restaurate. Video riproducono le fasi di realizzazione che seguono le antiche tecniche di modellazione a cera persa. Un elmo è stato fedelmente riprodotto dalla Fondazione Del Giudice di Nola con la scannerizzazione 3D e si offre al tatto. Il museo si è dotato finalmente anche del wi-fi.
 

Intanto, Giulierini ha avviato un protocollo di intesa con il Colosseo e con il museo archeologico di Basilea (per una mostra itinerante sui gladiatori) e con i Musei Vaticani. Ed incassa il primo attestato di stima da parte del neoministro Alberto Bonisoli che gli ha scritto un messaggio: «Esprimo grande orgoglio per la vivacità culturale espressa dal Mann, grandi mostre, eventi di qualità, rivalutazione dell'edificio storico del museo, riallestimenti, implementazione tecnologica e nuove aree di accoglienza per i visitatori. Davvero un grande lavoro».
Martedì 26 Giugno 2018, 10:42
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP