Ex Dc, in dieci nelle liste di Fi
in campo anche lady Mastella

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di Carlo Porcaro

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La rottura è durata il tempo di una notte. Ieri mattina «Noi con l'Italia», la quarta gamba del centrodestra, ha trovato l'intesa con Silvio Berlusconi sui collegi garantiti: 21 uninominali dislocati lungo tutto il territorio nazionale, più 10 che dovrà caricarsi Forza Italia. Giovedì sera Raffaele Fitto, Lorenzo Cesa e Saverio Romano avevano annunciato l'intenzione di correre da soli perché insoddisfatti del numero di posti considerati a sicura elezione offerti da parte di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. La difficile trattativa ha portato alla svolta nell'arco di poche ore, e quindi al rientro nella coalizione, dopo una telefonata Berlusconi-Cesa a cui ha fatto seguito un vertice ristretto tra i leader centristi.

Strappato un numero maggiore di parlamentari, nel dettaglio: 21 collegi uninominali di fascia alta più compensazioni territoriali cedute dagli azzurri, in totale 31 nel maggioritario, per poi giocarsi le proprie carte nel proporzionale. Ripristinata, a loro modo di vedere, la pari dignità con le altre forze della coalizione. «Sono state ore molto convulse e di intenso lavoro, ma che ci stanno portando verso una soluzione positiva. Il nostro obiettivo è difendere lo Scudo crociato (sul cui uso però farà ricorso la Rivoluzione cristiana di Gianfranco Rotondi, ndr) e i suoi valori, da questo obiettivo chiaro e preciso non ci siamo mai allontanati di un millimetro», ha spiegato il presidente dell'Udc Antonio De Poli. 

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Sabato 20 Gennaio 2018, 09:48 - Ultimo aggiornamento: 20-01-2018 10:40
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