Vomero, sfida al fotofinish a sinistra:
verso un patto di desistenza Dema-Pd

di Pietro Treccagnoli

La discesa in campo di Paolo Siani, pediatra, fratello di Giancarlo, il giornalista del «Mattino» ucciso dalla camorra e, da quando è stata ufficializzata la sua candidatura alla Camera, ex-presidente della Fondazione Polis, rimescola buona parte delle carte a sinistra. Non solo per la sua storia personale e pubblica, ma anche per alcune dichiarazioni dell'intervista rilasciata ieri al «Mattino». Siani si candiderà sia nel proporzionale, sia in un collegio uninominale. Ha chiesto uno dei quattro in cui è stata divisa Napoli, precisamente quello, molto ampio, nel quale sono compresi il Vomero e l'Arenella. Corre come indipendente e quindi potrebbe accaparrarsi i consensi di una consistente fetta dell'elettorato non solo di sinistra, pescando naturalmente nell'area arancione dell'attuale maggioranza di Palazzo San Giacomo. E proprio alcune frasi di Siani, sempre nell'intervista di ieri, lasciano intendere quanto a quel voto possa legittimamente aspirare. Ed è il giudizio che viene dato del sindaco Luigi de Magistris. «Nel corso del suo mandato» ha commentato Siani «la città è cambiata in meglio. Non possiamo negare che ha fatto un lavoro straordinario e chi vive a Napoli, al di là degli orientamenti politici, lo sa». Sono parole che non avranno fatto piacere agli esponenti del Partito Democratico cittadino, ormai da sette anni all'opposizione, ma saranno stato miele per le orecchie dei guardiani della rivoluzione zapatista-partenopea.

Ci vorranno ancora due settimane almeno e una serrata serie d'incontri nei diversi schieramenti politici per venire a capo delle candidature definitive. Solo allora si comprenderà il tenore delle sfide. Ma intanto i rumors e le anticipazioni, stanno già delineando la cornice entro la quale ci si sfiderà. De Magistris nei giorni scorsi ha pubblicamente dichiarato che il suo movimento, Dema, non scenderà in campo. È una sorta di liberi tutti. Così l'area politica cittadina alla quale fa riferimento, già di per sé abbastanza frammentata e osmotica, si orienterà nelle direzioni più diverse. Il collegio di cui fa parte il Vomero non è socialmente compatto. E il Vomero, insieme con l'Arenella (che da GiùNapoli sono visti come un tutt'uno), rappresenta poco meno della metà dell'elettorato. L'altra metà è composta dai quartieri di San Carlo all'Arena (quindi una parte della Terza Municipalità), di Piscinola (Ottava) e di Miano (Settima). È una fetta molto larga della città. Nelle passate Politiche, cinque anni fa, quando però non si votava con il parziale sistema uninominale e quando già era sindaco de Magistris che inizialmente appoggiò Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, per poi sfilarsi, a raccogliere più voti nei quartieri che compongono il collegio neonato fu il Pd (27,45 per cento). Distanziò di circa tre punti e mezzo i CinqueStelle (24,10) e di circa sei il Popolo della Libertà (21,77). I tempi sono, però, cambiati. In mezzo c'è stato il disastro delle Comunali del 2016, con il Pd ridotto a poco più dell'11 per cento. Se il Vomero-Arenella è il quartiere della piccola e media borghesia, di quel cosiddetto ceto medio riflessivo molto orientato, in genere, verso il voto d'opinione, gli altri rioni del collegio riequilibrano i rapporti. A Piscinola nel 2013 il primo partito fu il Pdl, a San Carlo all'Arena, i Cinquestelle.
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Sabato 13 Gennaio 2018, 10:00
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