Universiadi a Napoli, l'ira di Cantone: «Il rinvio sarebbe pessima figura»

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«Non credo che si possa rinviare, ci sono ancora dei problemi ma ora abbiamo una data oltre la quale non si può andare, quella di venerdì prossimo. Se entro quel giorno Comune e Regione scioglieranno il nodo di individuare i luoghi nei quali si possono sistemare gli atleti, le Universiadi si faranno. Se questo non dovesse capitare io credo che Napoli dovrebbe rinunciare, e non sarebbe oggettivamente una bella figura per la città e per la Regione». Così il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, prima di prendere parte alla riunione della commissione Universiadi del Consiglio Comunale di Napoli.

Cita l'esempio positivo di Expo «dove mai ho assistito a un contrasto tra sindaco di Milano e presidente della Regione», il presidente dell'Anac per tracciare l'unica strada possibile per non dover rinunciare alle Universiadi a Napoli, «la sinergia tra le istituzioni». «Expo - ha detto Cantone - intervenendo ai lavori della commissione Universiadi del Consiglio Comunale - era qualcosa di molto più complicato, si trattava di costruire una cittadella visitata da tanti capi di Stato. Lo si è potuto fare grazie alla collaborazione istituzionale che ci fu a tutti i livelli e mai ho assistito in quella sede a un contrasto tra Regione e Comune sebbene fossero espressione di parti politiche di diverso colore». «Il risultato - il monito del magistrato - ci sarà solo con la sinergia istituzionale a tutti i livelli e senza polemiche. Una volta fatta una scelta, si deve partire e si deve marciare uniti verso il risultato».
 

La soluzione, allora, può essere un giusto compromesso. «L'Anac non entra nella scelta tutta politica di dove sistemare gli atleti. Ma dal punto di vista strettamente dei tempi la soluzione mista delle navi più un piccolo villaggio è quella più rispondente alle esigenze di avere tempi rapidi», ha detto ancora Cantone rassicurando sulla tempistica dei bandi. «La gran parte dei bandi è stata approvata e al 99% gli impianti saranno pronti nei tempi previsti. Il grande problema - ha sottolineato - non sono gli impianti sportivi ma la sistemazione degli atleti che è una scelta del tutto politica e rispetto alla quale come Anac non esprimiamo preferenze».
Venerdì 6 Luglio 2018, 10:51 - Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 15:59
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