Napoli: torna Moviemmece, il cinefestival che racconta la biodiversità

di Paola Marano

Sono venti le storie raccontate nei cortometraggi finalisti di Moviemmece, il primo Cinefestival italiano dedicato alla biodiversità del cibo e delle culture che si terrà a Napoli Est dal 19 al 27 ottobre. La seconda edizione di Moviemmece, presentata stamattina a Palazzo San Giacomo, è ospitata nei locali del cultural hub di San Giovanni a Teduccio Art33, e ideata da Associazione Gioco Immagine e Parole, Associazione Fuori dal Seminato e Cooperativa Sociale Mandacarù, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, con il sostegno del ministero per i Beni e le Attività Culturali e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa «Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura». 
 

Un festival che attraverso la cultura delle cibo e delle arti visive, e la globalità di alcuni temi, mette al centro la periferia. «Portare il grande cinema connesso a tematiche quali sovranità alimentare, ambiente e accoglienza nel quartiere di San Giovanni a Teduccio – ha dichiarato Marina Ferrara, direttrice del Festival - per noi è una sfida che si rinnova. Crediamo fortemente che la riconnessione fra centro e periferia, sia nelle nostre città, che più in generale nell’intero pianeta con tutti i suoi squilibri, sia la strada maestra per la comprensione reciproca e per la pacifica convivenza. E cosa più del cibo, da sempre “luogo” di incontro e meticciamento, per compiere questa riconnessione?». 

Della dialettica tra centro e periferia ha parlato anche l'aassessore alla cultura Nino Daniele, che ha sottolineato il valore sociale dell'iniziativa: «Sono riusciti a trasformare Napoli Est in un luogo cosmopolita, in cui avviene l’incontro di culture, di ricerca. In questo caso viene affrontato uno dei temi cruciali, e cioè un altro modello di sviluppo, fondato sulla biodiversità e sulla cultura del cibo. Vorrei ricordare siamo la città che ha il primato dell’obesità infantile, da questo punto di vista anche criticare i modelli consumistici che ci portano verso patologie sociali così gravi è un grande segno, tutt’altro che periferia siamo il cuore delle grandi questioni del mondo contemporaneo».
 
Durante la rassegna, sarà selezionato il corto vincitore tra i 20 in gara , a cui verrà attribuito un premio in denaro di mille euro. A giudicare i giovanissimi registi una giuria scuole con gli studenti ma anche critici, giornalisti ed esperti del mondo cinematografico: il regista di “Vieni a vivere a Napoli” Francesco Prisco, l’attore Francesco Vitiello che interpreta Diego Giordano in Un Posto al Sole, la giornalista dei tweet irriverenti sul Napoli Anna Trieste, lo sceneggiatore di “Io Speriamo che me la cavo” Andrej Longo e l’attore Adriano Pantaleo, che ha iniziato la sua carriera nel cinema interpretando il personaggio di Spillo in Amico Mio.

«I corti hanno tutti un filo rosso che è quello di un ritorno alle radici, alle origini, alla terra alla lentezza da parte di una categoria di giovani che invece di cercare di affermarsi allontanandosi dalla propria terra riscopre quello che gli appartiene: i ricordi, le persone, i sapori, un  modo diverso di stare insieme e vivere il quotidiano – ha spiegato il giurato Francesco Vitiello-  Un tentativo di ritrovare la verità nei rapporti, nelle tradizioni nel cibo e nella cultura in generale».

I giurati incoroneranno il regista under 35 vincitore di Moviemmece 2018 sabato 27 ottobre, durante la serata finale del Festival, al termine di una settimana di eventi tutti gratuiti collaterali al concorso, tra show cooking e laboratori di cucina multietnica, quest’anno dedicati all’incontro tra la gastronomia partenopea e la tradizione sri lankese, la cucina palestinese, e la rilettura vegana della cucina classica, e mostre fotografiche dedicate alla biodiversità, con il cibo che diventa veicolo di conoscenza e scambio interculturale, strumento di salvaguardia e valorizzazione di territori e culture. È gratuita anche la masterclass di cinema breve, un incontro esclusivo sul mondo dei cortometraggi che per tre giorni permetterà a studenti di cinema e appassionati dai 18 ai 35 anni di scoprire i segreti della cinematografia con il pluripremiato regista italiano Giuseppe Marco Albano.
 
«Il nostro obiettivo – ha detto Martina Romanello, dell’Associazione Gioco Immagine e Parole, è quello di creare un festival partecipato e condiviso il più possibile, soprattutto dai giovani. È per questo che la seconda edizione, oltre alle attività rivolte alle scuole e alla giuria giovani, prevede anche una prestigiosa masterclass e un concorso fotografico, per moltiplicare le occasioni di incontro e scambio fra quelli che sognano il cinema e un mondo più sostenibile per tutti».

L'intera manifestazione è a impatto zero: durante i giorni delle proiezioni, che vedranno alternarsi i cortometraggi finalisti e lungometraggi internazionali fuori concorso, piccoli produttori locali e una selezione di prodotti provenienti dalla filiera del commercio equo e solidale coinvolti dalla cooperativa Le Tribù, stuzzicheranno il palato del pubblico e dei registi che parteciperanno alla manifestazione. Sarà promossa una strategia a rifiuti zero e verrà distribuito solo cibo proveniente da filiere etiche. 
Mercoledì 17 Ottobre 2018, 18:54
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