Il magistrato e le allieve in minigonna: nei concorsi la sua scuola è al top

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di Leandro Del Gaudio

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Chi lo conosce bene, sa che in questo momento sta attraversando la fase up della sua vita, convinto che solo i geni diventano oggetto di strali, invidie e accuse infondate. Chi lo frequenta in questo periodo, sa che il suo lavoro è tutto mediatico, ovviamente in attesa dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, che dovrà stabilire se è ancora degno di far parte della magistratura amministrativa. Eccolo Francesco Bellomo, il 47enne di Bari finito al centro di uno scandalo nazionale sulle presunte pressioni esercitate verso alcune sue alunne, iscritte ai corsi per l’accesso in magistratura: barba rasata, look finto trasandato (ormai celebre la t-shirt bianca sotto il giubbino di pelle), esattamente il contrario del dress code che sarebbe stato imposto alle meritevoli dei suoi accorsati forum per l’accesso al Consiglio di Stato. Dallo scorso otto dicembre, da quando cioé il Mattino e il Fatto Quotidiano hanno pubblicato in esclusiva nazionale lo strano caso del procedimento aperto su Bellomo, sono volati gli stracci attorno al suo ruolo di formatore privato e alla sua dignità di magistrato. Si sono fatti avanti il padre della ex fidanzata di Bellomo, oggi costretta a cure mediche per lo stress subito, dalla cui denuncia è nato il fascicolo disciplinare, ma anche una donna di 28 anni, che ha raccontato al Corriere della Sera particolari inediti sulle presunte avances fatte da Bellomo (compresa la richiesta di due punturine sotto gli occhi per eliminare inestetismi o la richiesta di accettare un giro ad alta velocità in Ferrari, all’insegna di un machismo di bassa lega). 

Ma chi è Francesco Bellomo? Torniamo allo scorso sette dicembre, quando il Mattino lo intervistò prima di pubblicare la notizia del fascicolo disciplinare aperto sul suo conto dal Consiglio di Stato. Raggiunto al telefono, solita premessa («non posso parlare, per rispetto dell’autorevole consesso, dell’adunanza plenaria che si deve esprimere sulla richiesta di destituzione»). Poi, una serie di dritte sullo strano caso che lo ha collocato al centro dell’attenzione nazionale: «Scusi, ma lei che si occupa di giornalismo investigativo - diceva al cronista che lo aveva raggiunto telefonicamente - non si chiede per quale motivo c’è una sola lagnanza, per altro sostenuta dal padre di una ragazza? Non si chiede per quale motivo la mia scuola di formazione è quella che ha il più alto numero di accessi in magistratura? E gli altri che ce l’hanno fatta? Perché non denunciano? Perché non provate a intervistarli? Guardi - insisteva al telefono con il Mattino - lei si sta occupando di una procedura segreta, dovrebbe sapere che il caso riguarda la mia attività privatistica di formatore, non quella pubblica di magistrato».
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Sabato 16 Dicembre 2017, 22:45 - Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre, 11:23
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COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2017-12-17 13:31:57
se sei innocente perchè ti preoccupi, forse c'è un tantino di verità ma sarà stato ingrandito???? ricordo uno dei tanti film del grande Totò che diceva anche se non sò niente su una persona , appena gli dici" io sò su di te alcune cose" ecco che viene il panico e inzi a far lavorare sotto sforzo le mente, cosp ho fatto?? a.. forse quelllo.. oppuure...

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