Ira Ncc a Roma, a fuoco bandiere M5S. Autisti in piazza: «No alla nuova legge»

Ncc in piazza, tensioni a Roma: bruciate bandiere M5S
ARTICOLI CORRELATI
3
  • 119
Sono arrivati a Roma da tutta Italia. C'erano autisti partiti dalla Sicilia, altri dalla Toscana e altri ancora dall'Abruzzo. Ancora una volta si sono ritrovati a piazza della Repubblica con l'obiettivo di manifestare il proprio dissenso contro una legge, approvata nel 2009, che entrerà in vigore dal prossimo primo gennaio e che - a loro dire - metterebbe a rischio 80 mila imprese per un indotto di 200 mila lavoratori. 

Roma, in arrivo la stretta sugli Ncc: 2.500 sotto sfratto dal Centro

 

Questa volta, però, davanti all'ennesimo nulla di fatto dopo il vertice al ministero dei Trasporti è esplosa la protesta. Con tanto di «accerchiamento» contro alcuni vigili urbani e una presunta aggressione ad un tassista, poi smentita dagli stessi manifestanti. La rabbia si è diffusa a macchia d'olio, scendendo da piazza Esedra fino a piazza SS Apostoli, davanti alla prefettura, per arrivare a palazzo Madama al grido di «buffoni, buffoni» rivolto ai rappresentanti del governo gialloverde.

La città è rimasta blindata per ore, con agenti in tenuta antisommossa dispiegati in tutte le aree del centro con l'ausilio di camionette di polizia e carabinieri. Per fortuna non si sono registrati contatti o scontri. In serata sui sampietrini giacevano ancora i brandelli di alcune bandiere del Movimento 5 Stelle incendiate nel pomeriggio in segno di protesta. Ma non sono stati solo i pentastellati a finire nel mirino dei manifestanti. «Salvini, scendi dalla ruspa e vieni a difendere i nostri posti di lavoro», il grido disperato delle centinaia di autisti contro il vicepremier leghista. «Io ascolto tutti, passo la metà del mio tempo ad ascoltare e vediamo di trovare una mediazione - la replica del segretario del Carroccio -. Ma quando bruci bandiere non è mai un segnale di costruzione». «Quando c'è la finanziaria è normale che ci siano categorie che si lamentano - spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni -, magari senza bruciare nulla. Cerchiamo di trovare una soluzione corretta. Ma il dialogo è fondamentale».

La legge contro la quale si battono i noleggiatori risale al 2009 e prevede una nuova regolamentazione del settore. L'entrata in vigore è stata rinviata per dieci anni, complici successive proroghe. Una delle «nuove» norme particolarmente criticate dai manifestanti è quella che prevede il rientro nella rimessa di appartenenza da parte dell'autista una volta terminata la corsa. «Ho decine di clienti che accompagno regolarmente da Roma fino anche in Toscana o in altre regioni d'Italia - racconta uno degli autisti in piazza -. In questo modo non potrei più accettare la corsa. E poi, come ci si regola quando siamo fuori dalla nostra zona per più giorni?». Interrogativi che per l'intera giornata sono rimbombati per le strade della Capitale. Sono in tanti in piazza a mostrare le loro autorizzazioni. «Sono nazionali, na-zio-na-li», scandiscono mostrando il tesserino giallo. «Io ho vinto il bando a Lecce - dice un ragazzo -. Sono stato costretto ad andare in Puglia perché a Roma non si fa un bando da decenni». «Io invece in Abruzzo - gli fa eco un altro autista -. Dal primo gennaio non potrò più operare a Roma, per esempio. O meglio, ogni volta dovrei tornare a Pescara. Un filo costoso».

Intanto nei prossimi giorni la commissione Bilancio del Senato voterà un emendamento dei relatori alla manovra che riguarda proprio l'intero comparto e che ha trovato il sostegno anche di numerosi sindacati di taxi e ncc. In sostanza sarà consentito ai noleggiatori di operare in ambito provinciale ma senza dover tornare sempre in rimessa, a patto che nel «foglio di servizio» vengano già indicate «più prenotazioni oltre la prima». Ci saranno comunque 60 giorni per mettersi in regola, poi scatteranno le sanzioni. In attesa, però, i noleggiatori non mollano e promettono altre manifestazioni. «Noi vogliamo solo lavorare, così ci state uccidendo», l'appello della piazza.
Martedì 18 Dicembre 2018, 15:06 - Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 13:11
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2018-12-18 22:42:57
Non è proprio così. Col nuovo emendamento, anzi dovrei dire con lo spettro del 29/1 Quater di Matrice Alemanno del 2008, gli NCC rischiano di essere strozzati da tasse e limitazioni di ogni tipo. Innanzitutto l'Articolo 5 bis consentirebbe di chiedere agli NCC un balzello per ogni singolo passaggio. Roba Medioevale. Inoltre la libertà di esercitare su territorio Nazionale verrebbe limitata in quanto si ipotizza che se io debba seguire un cliente su territorio Nazional per qualche giorno, no potrei farlo. Se io dovessi portare un cliente da Sorrento a Roma, mi sarebbe concesso, ma nel caso in cui il giorno stesso, oppure il giorno dopo io avessi un'altra prenotazione da Fiumicino a Positano, o ad Amalfi, questo sarebbe illegale!? Per non parlare dei fogli di servizio elettronici nei quali io dovrei elencare nel dettaglio i servizi del giorno dopo, senza tener conto che è all'ordine del giorno il ritardo di un treno, di un aereo e cambiamenti di ogni genere nel nostro mestiere. Ma a Roma pensano solo a fare leggi per risolvere i loro problemi locali tra taxi, Uber ed Ncc di "fuori Roma", ed intanto danneggiano il resto d'Italia che lavora con dignità e professionalità. Per cambiare le regole di un gioco, il gioco bisogna conoscerlo.!
2018-12-18 21:16:12
Gli M5S con questa legge non hanno nulla a che fare, infatti è una direttiva della EU del 2010. Se hanno bruciato qualche bandiera M5S sicuramente non sono sostenitori del movimento ma degli oppositori e tutti gli altri particolari della manifestazione dai giornali vanno messi in secondo piano.
2018-12-18 16:44:46
tutto questo per questo? Il M5S spinge invece sulla possibilità di tagliare le catene che oggi vincolano l'esercizio degli Ncc, ovvero i Noleggiatori con conducente, alle loro rimesse. Con un emendamento presentato in commissione Bilancio al Senato si punta a rivedere le regole che oggi disciplinano gli Ncc e a eliminare alcuni vincoli come l'obbligo di rivolgersi alle rimesse, che devono essere situate esclusivamente nel territorio del comune che ha rilasciato l'autorizzazione, per chiedere una prestazione. La proposta di modifica prevede che è sufficiente avere almeno una sede nel territorio del comune che ha rilasciato l'autorizzazione, oltre alla sede del vettore e che sarà possibile contattare direttamente i conducenti delle auto, senza passare per la rimessa. Inoltre i Comuni potranno poi adibire specifiche aree di stazionamento su suolo pubblico per l'esercizio dell'attività. Personalmente non ci vedo nulla di strano.

QUICKMAP