Scandalo a Madrid, milioni di bottiglie di vino rosé spagnolo vendute come francese

I vini 'rosados' iberici etichettati e venduti in Francia
di Paola Del Vecchio

MADRID - A ribellarsi per primi sono stati i viticultori francesi, trasformati in giustizieri, con azioni eclatanti contro aziende di importazione all’ingrosso di vino rosé a basso costo dalla Spagna. A settembre un gruppo con passamontagna fece irruzione in una delle maggiori imprese di distribuzione di Francia, la Passerieuz Vergnes Diffusion, facendo scoppiare tre bombe molotov. Ma prima erano stati distrutti gli uffici di due aziende all’ingrosso in Linguadoca, importatrici di vino iberico, e riversati in strada ettolitri di liquido rosso dai camion cisterna spagnoli al passaggio alla frontiera. Dopo le proteste degli enologhi locali contro la concorrenza sleale, la Grande Truffa del vino rosé spagnolo, venduto come il più pregiato cugino francese, è ora confermata dall’Agenzia statale anti-frodi del paese transalpino: 70 mila ettolitri di vino rosato provenienti dalla Spagna, pari a oltre 10 milioni di bottiglie, sono stati imbottigliati e falsamente etichettati come vino francese doc e venduti da centinaia di produttori galli nel 2016 e nel 2017. L’inchiesta realizzata dalla Direzione generale della concorrenza, consumo e repressione delle frodi rivela cifre impressionanti: oltre il 22% dei marchi indagati nel 2016 e 15% di quelli investigati in Francia nel 2017 aveva fatto passare per francese vino prodotto nella penisola iberica. E con un semplice inganno: etichette truccate e ‘francesizzate’, con una minuscola nota con la scritta: “vino originario dell’Unione Europea”. Un business altamente lucrativo, dato che il rosé spagnolo all’ingrosso costa 30 centesimi d’euro al litro, un terzo dei 75/90 centesimi quotati da quello francese.

Era già accaduto con l’olio d’oliva made in Spain, per decenni importato e imbottigliato in Italia e venduto come italico. Ma il maquillage, secondo la legislazione francese, può costare ora ai frodatori condanne fino a 2 anni di carcere e sanzioni fino a 300mila euro. Anche se il problema non è nuovo. All’origine dell’ultimo scandalo, i cattivi raccolti in Francia nel 2015, che portarono alcuni proprietari di aziende enologhe a importare vino dalla Spagna, il secondo produttore del pianeta. Ma, poi, quando la produzione locale è stata recuperata, sono cominciati i problemi e le accuse di concorrenza sleale. Il governo di Madrid rivendica la legalità dell’expo del vino rosé nell’ambito della regolazione europea. E i produttori, pur riconoscendo che le condizioni lavorative in Spagna consentono costi ridotti, evidenziano che non per essere più economico il rosé spagnolo è di qualità inferiore a quello francese. Anche se adesso la Grande Truffa è stata messa a nudo...
Giovedì 12 Luglio 2018, 14:48 - Ultimo aggiornamento: 12-07-2018 20:19
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