Usa, auto su corteo antirazzista: almeno un morto e 19 feriti, dichiarato lo stato d'emergenza

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Un raduno dell'ultradestra dei suprematisti bianchi a Charlottesville in Virginia si è trasformato oggi in caos, violenze e infine in tragedia, quando un'auto ha travolto la folla che protestava contro i razzisti.
  Un morto e 19 feriti è il bilancio della manifestazione convocata contro la rimozione della statua del generale sudista Robert Lee, uno dei protagonisti della Guerra di Secessione americana. Il presidente Donald Trump ha condannato gli scontri e gli incidenti, ma è stato sommerso dalle critiche per non aver usato parole più dure.

Trump ha infatti condannato la violenza arrivata da «più parti» senza fare diretto riferimento al razzismo e a quell'estrema destra, che non gli ha fatto mancare il suo sostegno durante la campagna elettorale. Fra slogan nazisti, gridi «Heil Hitler» e cantando gli «ebrei non ci rimpiazzeranno», i suprematisti bianchi hanno invaso la piccola a tranquilla cittadina della Virginia da venerdì serà.

La tensione è salita nella mattinata, con gli scontri iniziati ancora prima che la manifestazione prendesse il via. Nel giro di un'ora la situazione è precipitata, con il governatore Terry McAuliffe costretto a dichiarare lo stato di emergenza e mettere in allerta la Guardia Nazionale. La polizia in assetto da guerriglia è intervenuta, dichiarando fuori legge la manifestazione e ordinando a chi era in piazza di disperdersi.

La tensione però non si è allentata: un'auto è finita contro la folla causando un morto e 19 feriti. Il conducente è stato fermato dalla polizia che, secondo indiscrezioni, ritiene l'incidente «intenzionale», così come riferiscono alcuni testimoni. Il mondo politico americano si è affrettato a condannare gli incidenti. Lo speaker della Camera, il repubblicano Paul Ryan, ha definito lo «spettacolo di Charlottesville ripugnante».

Dalla Casa Bianca la prima a commentare è stata la First Lady, Melania Trump, condannando la violenza che «non porta nulla di buono». Il commento di Trump si è fatto attendere fra le polemiche: nonostante il presidente siano un avido consumatore di informazione televisiva, la sua condanna secca è arrivata dopo ore, affidata a un tweet.

«Non c'è posto per questo tipo di violenza in America» dice il presidente. Ma la polemica sui tempi di reazione troppo lenti non si placa, soprattutto alla luce dell'appoggio degli estremisti di destra a Trump durante la campagna elettorale e la presenza nell'amministrazione del controverso stratega Steve Bannon.

Le critiche sono poi aumentate quando Trump si è presentato davanti alle telecamere: «condanniamo nei termini più duri l'intolleranza e la violenza arrivata da più parti» ha detto il presidente, senza criticare direttamente i suprematisti bianchi.

A puntare il dito contro Trump anche l'ex leader del Ku Klux Klan, David Duke: «Guardati allo specchio e ricordati che sono stati i bianchi americani a regalarti la presidenza» afferma riferendosi all'inviti del presidente a unirsi e opporsi all'odio. Gli incidenti a Charlottesville sono gli ultimi di una lunga serie negli Stati Uniti legati alla rimozione di statue e simboli legati ai confederati della Guerra di Secessione.
Sabato 12 Agosto 2017, 19:13 - Ultimo aggiornamento: 13-08-2017 21:06
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