Pressing su Macron di Berlino e Bruxelles per correggere il tiro sull’Italia

di Marco Conti

Alla fine le scuse sono arrivate. Un po’ riservate, via telefono e senza dichiarazioni pubbliche, ma nella conversazione con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il presidente francese Emmanuel Macron si è giustificato sostenendo che molte delle frasi contro la politica migratoria dell’Italia non lo rappresentavano. Il riferimento è soprattutto alla parole del portavoce del partito di Macron, Gabriel Attal, che aveva definito “vomitevole”, la decisione del ministro dell’Interno Matteo Salvini di chiudere i porti alla nave Aquarius. Scontro rientrato e incontro tra i due domani a Parigi per discutere proprio di immigrazione.

Stretto tra la destra francese, guidata dalla Le Pen, e dall’ala sinistra di En Marche, Macron vorrebbe ergersi a paladino europeo anti-populismo, ma ha bisogno che il Consiglio europeo di fine mese a Bruxelles si concluda con un risultato positivo. È per questo che a premere su una telefonata di chiarimento ieri sono state la più importanti capitali. Bruxelles in testa. La Merkel, in questi giorni particolarmente silente, lunedì incontrerà Conte a Berlino e martedì Macron. Si attendono novità e l’Italia a fine mese dovrà scegliere da che parte stare.
Giovedì 14 Giugno 2018, 12:42 - Ultimo aggiornamento: 14-06-2018 13:07
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1 di 1 commenti presenti
2018-06-14 16:42:00
se era Gentiloni oppure sera Renzie, il presidente Macron celo inseriva senza vaselina, anzi celo inseriva col sale grosso.

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