Governo, è la settimana decisiva: la soluzione nelle mani di Casellati o Fico

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di Marco Conti

Dall'«indecoroso balletto tra Di Maio, Salvini e Berlusconi», come lo definisce Federico Fornaro (Leu), si uscirà in qualche modo tra un paio di giorni quando Sergio Mattarella assumerà l'iniziativa promessa, e forse anche minacciata. Una mossa per superare lo stallo che, per come si sono messe le cose, partiti e leader sembrano quasi evocare nella speranza che sia il capo dello Stato a levarli dall'impaccio di veti e contro-veti che rendono impossibile la formazione di una maggioranza e di un governo.

Una sfida ad alto tasso alcolico, quella di ieri tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che ieri al Vinitaly hanno fatto di tutto per non incontrarsi. Fermi sull'orlo del rispettivo burrone, con un piede sull'acceleratore e l'altro sulla frizione, i due aspettano che qualcuno bussi loro sul vetro spiegando che è venuto il momento di spegnere il motore. Passi indietro dell'uno o dell'altro non sembrano all'ordine del giorno. Salvini non molla il Cavaliere e Di Maio non vuole stringere accordi che contemplino anche l'uomo di Arcore.
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Lunedì 16 Aprile 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 16-04-2018 10:49
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