Emiliano: io ho cacciato Romeo
no alla logica del baratto di Renzi

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«Il nostro impegno è liberare gli amministratori del Sud dalla logica del baratto di Renzi». Michele Emiliano a Napoli si collega, esplicitamente, alle rivendicazioni di de Magistris, manda un saluto a De Luca e cita «l'amico» Bassolino. «La battaglia per le primarie è dura - dice il presidente della Puglia candidato alla segretaria nazionale Pd - ma noi rimarremo con i nostri valori. A cominciare dalla rottamazione della logica di Renzi che ricatta i diritti del Sud trasformando il trasferimento di risorse in privilegio per gli amministratori amici».
 


Il progetto politico illustrato è sintetizzato in pochi punti: l'idea di partito comunità e la lotta alla criminalità e alla corruzione «una guerra mai dichiarata dal Pd non - accusa Emiliano - perché si devono eliminate tutti i legami di contiguità. Io Romeo da Bari lo ho cacciato».
 
 

«Voglio invitare i napoletani a votare per me alle primarie del 30 aprile perché sono l'unico dei tre candidati a non aver mai fatto parte del Governo Renzi e a non aver mai avuto parte nei disastri che sono stati combinati nei mille giorni di governo, che questa città mi pare abbia afferrato perfettamente». 

«La sera del 4 dicembre a Napoli i dati sul referendum hanno chiarito che l'intelligenza collettiva di questa splendida città aveva individuato tutti i limiti di quei mille giorni e la conseguente necessità di un cambiamento. L'unico candidato che può esprimere un cambiamento sono io», ha aggiunto il candidato alla segreteria del Pd spiegando: «In questa campagna elettorale noi non abbiamo avuto tempo di spiegare bene tutto, è stata una campagna col rito abbreviato e inoltre sono venti giorni che sono inchiodato dall'infortunio».

«La corruzione è come la mafia o ci convivi o fai la guerra. Il Pd non ha mai dichiarato guerra né alla corruzione né alla mafia, c'è una tendenza a convivere ancora molto netta. Dobbiamo dichiarare guerra, poi perderemo le elezioni forse, ma alla lunga si crea un legame solido con la comunità in nome della quale lavori».

E in merito all'iniziativa del sindaco de Magistris: «Se lo sportello anti offese istituito a Napoli per difendere la città fosse pensato su scala nazionale, credo sarebbe presto intasato visto che il nostro Paese è accusato di ogni nefandezza nel mondo. Dirò a Gentiloni di sentirsi con de Magistris. È un modo originale di rispondere alle offese - ha proseguito Emiliano - la cui validità valuteremo all'esito dei risultati».
Venerdì 21 Aprile 2017, 13:41 - Ultimo aggiornamento: 21-04-2017 17:26
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