Savona: «Se ci sfugge lo spread la manovra deve cambiare. La Bce acquisti i titoli italiani»

Savona: «Se ci sfugge lo spread la manovra deve cambiare. La Bce acquisti i titoli italiani»
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«Se ci sfugge lo spread la manovra deve cambiare». Lo ha detto il ministro per gli Affari europei Paolo Savona a Porta a Porta. «La Bce deve convincersi che il debito pubblico italiano è solvibile», ha poi sottolineato il ministro. «Lo spread non arriva a 400, ne sono abbastanza sicuro. Vince il mercato», ha aggiunto.

«Tra i compiti della Banca centrale europea c'è quello della stabilità finanziaria, quindi quello di abbattere lo spread, deve intervenire in acquisti» di titoli italiani, ha detto ancora Savona.

«Io ritengo che con tutte le critiche che ci sono state e lo scontro politico in atto il mercato avrebbe potuto reagire, gli speculatori avrebbero potuto fare operazioni più pesanti. La verità è che il mercato si è rivelato più cauto della politica», ha poi rilevato il ministro per gli Affari europei.

Il provvedimento che sarà varato dal governo per il 2019 è «cauto, moderato e corretto». «Moderato perché avremmo bisogno di andare ben oltre il 2,4% per dare una forte spinta», ha poi sostenuto Savona.

«Tria fa un lavoro difficilissimo, deve cercare di rendere la manovra quanto più vicina alla sua realizzabilità. Io ho un compito più facile, quello di spingere un po'», ha proseguito il ministro per gli Affari europei.

«Il 2019 sarà un anno difficile per l'Europa. Può succedere qualcosa di simile a quello accaduto in Italia il 4 marzo», ha sostenuto ancora Savona. «Ci sono alcuni come me che dicono che è necessario europeizzare il cambiamento e che l'Europa deve prenderne la guida - ha spiegato il ministro -. Poi ci sono altri che dicono che non c'è niente da fare e vogliono tornare a livello nazionale».

Nelle dichiarazioni di Marine Le Pen e Matteo Salvini «che cosa intravedete di sovranismo? Hanno detto: "vogliamo un'Europa più forte e più equa". Io non ci vedo nulla di sovranista», sono state poi le parole di Savona. «De Gaulle non voleva la moneta unica, oggi l'abbiamo. Si tratta di migliorare il funzionamento di questi meccanismi indispensabili. La definizione di sovranismo è una definizione di comodo per non dare risposte alla gente che è insoddisfatta», ha aggiunto il ministro.

 
Martedì 9 Ottobre 2018, 18:49 - Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 08:56
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