La sanità che punisce il Mezzogiorno: minore è la spesa, più si muore

di Ettore Mautone

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Il patto per la Salute tra lo Stato e le Regioni, i Lea (Livelli di assistenza), i Piani di rientro dal deficit delle Regioni con i conti in rosso. E poi i ticket, le aliquote di Irpef e Irap ai valori massimi per ripianare il deficit, i commissariamenti necessari per le compagini (come la Campania), ancora in debito per qualità e quantità delle cure. Di tutto si parla, in tema di politiche sanitarie del Paese, tranne degli squilibri storici, strutturali, esistenti tra Nord e Sud. Un solco scavato dal flusso di assegnazione alle Regioni dei finanziamenti per la Salute che storicamente premiano il tasso di anzianità della popolazione rispetto a quanto spetterebbe a ciascun cittadino a prescindere dal luogo di nascita. Criteri rimasti immodificati dagli albori della aziendalizzazione della Sanità (dal 1992 in poi, in un'epoca a sua volta erede delle iniquità del vecchio criterio della spesa storica). Tutto ciò - al netto di sprechi, inefficienze, inappropriatezze e altri inadempimenti di governi locali, da sempre considerati canaglia, e concentrati soprattutto del Sud - ha gravi conseguenze sullo stato di Salute dei cittadini.

La fotografia è in due semplici tabelle illustrate nei mesi scorsi a Firenze al Congresso nazionale dei medici dirigenti della Cimo. Grafici da cui si evince (dati Istat e Agenas alla mano) che al calare della spesa sanitaria procapite si correla, in maniera direttamente proporzionale, il maggior tasso standardizzato di mortalità dei cittadini (a parità di condizioni, sesso e altri parametri). Meno si spende per la Salute dunque, più aumenta la mortalità. E così Campania, Sicilia e Calabria, che hanno nell'ordine il minor finanziamento procapite d'Italia (pur essendo la Campania la regione più popolosa dopo la Lombardia) sono rispettivamente ai primi tre posti quanto a tasso standardizzato di mortalità. Dato che in Campania tocca una vetta che fa il paio con il maggior numero di decessi evitabili del Paese (questi causati anche da scarsa prevenzione, stili di vita errati, vaccinazioni al lumicino, ambiente compromesso e sanità inefficiente) e la minore aspettativa di vita alla nascita (2,2 anni in meno da vivere nel 2014 rispetto alla Regione più longeva, saliti a 3,6 nel 2016).

Squilibri che trascinano altri macigni non meno perniciosi: al calare delle disponibilità finanziarie si spengono infatti gli investimenti in tecnologie, infrastrutture, personale, posti letto. A dispetto di quello che si crede la Campania ha infatti il minor tasso di personale sanitario per popolazione servita e il minor numero di posti letto. E' evidente che con tali premesse una fetta del deficit e la stessa tendenza all'indebitamento sono in parte figli della sottostima del fabbisogno di risorse. L'imbuto dei tagli, del blocco del turn-over, dello spopolamento di reparti, l'abolizione di servizi con il corollario di liste di attesa, disagi e affollamenti, confluisce fatalmente nel flusso storico della migrazione verso altre regioni.. La mobilità passiva nel 2016 valeva per tutte le regioni 1,4 miliardi di euro provenienti soprattutto dal Sud, con il record procapite segnato dalla Calabria (128 euro) e quello in valore assoluto dalla Campania (attestata da anni a circa 300 milioni). Se quasi metà della popolazione nazionale, soprattutto del Sud, è costretta a guardare altrove per curarsi, le disparità Nord-Sud dell'assistenza sono destinate a perpetuarsi.

La soluzione per le famiglie più ricche è anche rivolgersi al privato come già avviene per cronici, disabili e anziani per i quali solo il 10-15% del fabbisogno è coperto dall'assistenza pubblica e domiciliare. Un trend già sperimentato in Campania con le prestazioni ambulatoriali e diagnostiche accreditate che a fronte delle lunghe liste di attesa garantiscono qualità e celerità di accesso ma con tutti i nodi irrisolti dei tetti di spesa e dei budget insufficienti da programmare.
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Mercoledì 6 Dicembre 2017, 15:34 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2017 14:28
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COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
2017-12-07 09:56:07
Siamo sempre alle solite...Sono anni ormai che il governo locale (come quello del Paese) si affanna soltanto per cercare di capire come spartirsi il potere, fregandosene del popolo....Il popolo....Quello che durante l'invasione tedesca ha combattuto per scacciare il nemico dalla propria città, la patria di Masaniello.......Ma quando ci svegliamo dal sonno?
2017-12-06 19:18:26
Ma da una regione governata dal centrosinistra, cosa c'era da aspettarsi? Questi pensano solo al potere e alle clientele (vero De Luca?)
2017-12-06 17:04:18
ecco perchè l'intolleranza contro chi governa aumenta sempre di più, strapaghiamo i politicizzanti per ritrovarci in queste condizioni, come si suol dire, cornuti e mazziati.
2017-12-06 16:01:31
Chi si e' mangiato la sanita' in Campania.... Politici e burocrati... ricordiamocelo.. se lo ricordi San Pietro se dovessero bussare costoro alle porte di un presunto Paradiso....

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