​Vaccini, su Facebook diventiamo ultrà. E le no-vax più agguerrite sono donne

di Rosita Rijtano

Come degli ultrà. Quando si parla di vaccini su Facebook, gli utenti tendono a schierarsi in tifoserie contrapposte, scatenate, e destinate a non incontrarsi mai. Anzi, semmai, a scontrarsi. Così la maggior parte degli anti-vaccinisti continuerà a leggere informazioni in accordo con le proprie idee. Non solo, chi tra loro si imbatterà in un articolo scientifico che documenta l'infondatezza della correlazione tra vaccini e autismo non verrà affatto convinto. Ma sfrutterà quel contenuto ad hoc, per consolidare le proprie convinzioni. 

È quanto dimostra un'analisi quantitativa, opera di un team internazionale di ricercatori di cui fanno parte anche tre italiani e pubblicata su arXiv: archivio online per bozze definitive. Uno studio condotto nell'arco di 7 anni e 5 mesi, coinvolgendo 2,6 milioni fruitori del social network che hanno interagito con 298.018 post. Gli scienziati prima hanno classificato le pagine Facebook, di cui hanno scaricato tutti i post, inclusi commenti e like, in due gruppi: 145 pro-vaccini con 1,388,677 utenti e 98 anti-vaccini con 1,277,170 fan. Poi ne hanno studiato le interazioni. 

Analizzando i risultati, hanno scoperto che sul social network l'informazione sul tema è dominata dalle cosiddette casse di risonanza: sorta di universi digitali paralleli popolati da utenti con gli stessi interessi, le stesse paure, e la stessa dieta mediatica. Perciò la maggior parte degli internauti leggerà notizie o solo in favore o solo contro i vaccini. E non di entrambe le tipologie. Una segregazione che secondo gli autori del report potrebbe spiegare come mai campagne d'informazione sui social media, in merito all'efficacia delle vaccinazioni, abbiano un riscontro limitato. Infatti, l'introduzione all'interno di questi gruppi di notizie che stonano con la linea di pensiero dei membri può essere ignorata o, persino, avere l'effetto contrariro: fino a rinforzare l'opinione esistente. 

Si aggiunge così un ulteriore tassello a una serie di studi condotti, in parte, dalla stessa squadra di scienziati sulla disinformazione online e la circolazione delle bufale sul social network. Un risultato su cui riflettere in queste ore di campagna elettorale che hanno visto il leader della Lega, Matteo Salvini, promettere su Twitter l'abolizione dell'obbligatorietà dei vaccini. E la secca replica della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin: "L'Italia va vaccinata dagli incompetenti - ha scritto Lorenzin -. La posizione di Salvini e di altri massimi esponenti della Lega che oggi dichiarano come primo provvedimento di voler abolire l'obbligatorietà vaccinale, è uguale a quella del Movimento 5 stelle. La Lega gioca per qualche voto in più sulla salute degli italiani, sulla salute dei nostri figli". 

Ma chi si nasconde dietro i profili no-vax? La scorsa settimana un'altra ricerca pubblicata sulla rivista Information, Communication & Society ci ha offerto qualche dettaglio sulla loro identità, almeno per quel che riguarda le pagine in inglese. La scoperta? La maggior parte degli anti-vaccinisti più attivi e agguerriti su Facebook è donna, indignata e convinta dell’esistenza di un complotto di governi e media ai danni della popolazione.
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 20:18
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