Pride davanti al Santuario di Pompei, il monito del vescovo: siate sobri

di Rosa Palomba

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È una storia di accoglienza e solidarietà. Radici che affondano nel Santuario, nelle case famiglia e le loro ragazze-madri, negli orfanotrofi. Una cultura antica, che dinanzi alla modernità non può sconfessare se stessa: dopo mesi di trattative e preoccupanti silenzi, domani alle 15 il Gay Pride attraverserà la città di Pompei. «Il nostro interlocutore è il Comune», dice Antonello Sannino, presidente Arci Gay di Napoli. Ma la città è piccola, e quindi la festa si svolgerà anche davanti al Santuario della Madonna del Rosario.

«In sintonia con la propria storia e secondo l'insegnamento del Papa, la chiesa di Pompei, conferma l'impegno per il rispetto di ogni persona e di quanti si trovano in situazioni di discriminazione», ha detto ieri l'arcivescovo della città Mariana Tommaso Caputo, richiamando le parole del pontefice nella recente Esortazione apostolica Amoris laetitia. «Ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione, particolarmente ogni forma di aggressione e violenza». Anche se poi papa Francesco ha chiarito che «la famiglia umana come immagine di Dio, è composta da un uomo e una donna». Infine, la richiesta: «Rispettate le convinzioni dei credenti - ha detto l'arcivescovo - anche attraverso modalità e gesti che caratterizzano le manifestazioni nella città di fede e cultura».
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Venerdì 29 Giugno 2018, 07:05 - Ultimo aggiornamento: 29-06-2018 07:05
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