Blitz al mercato ittico, il carabiniere
che temeva «soffiate»

di Rossella Liguori

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Controlli su commissione quelli del carabiniere del Nas coinvolto nella vicenda del presunto tentativo di estorsione per il monopolio del mercato ittico. Pare volesse andare a colpo sicuro nella sua verifica, il militare che concordava telefonicamente con l’indagato, Gianni Mauro, il blitz ai danni di Augusto Ferrigno. E proprio Mauro gli forniva tutte le informazioni su come avesse dovuto procedere parlando di carico di merce, requisiti per il congelato, autorizzazioni del Comune da accertare. 

«Tu dicesti che potevi vedere le telecamere – dice in una intercettazione il carabiniere – Movimenti, se prende, leva, mette...». È il 7 febbraio 2018, il giorno prima del controllo al banco di Ferrigno, e il carabiniere pare preoccuparsi di una possibile soffiata. «Oggi abbiamo fatto la riunione – aggiunge – e adesso il fatto è ufficiale. Non vorrei che da adesso, in questo momento, qualcuno possa avvisarlo». Il carabiniere si sincera attraverso Mauro della fattibilità del controllo che vuole mettere in atto e, addirittura, gli chiede se dalle sue telecamere possa controllare il deposito di Ferrigno. Il timore del carabiniere è che «qualcuno possa avvisarlo considerando che vi è appena stata la riunione operativa circa l’attività del giorno successivo» e che, quindi, Ferrigno, possa spostare delle merce. La sera stessa, Mauro, per tranquillizzare l’amico carabiniere, non potendo accedere al sistema di videosorveglianza perché non ha la password, si porta fisicamente a pochi passi dell’attività del concorrente per osservare eventuali movimenti sospetti. L’imprenditore riferisce di aver visto «un movimento di persone» e il militare sentenzia: «Allora domani è inutile che vado...». Il controllo, però, ci sarà perché Mauro lo tranquillizza: «Non penso. Poi, se è qualche cosa, che questa notte nel mercato so che è arrivata la notizia a lui, ti mando un messaggio». La verifica il giorno 8 febbraio 2018 avviene e, pare, senza alcun tipo di riscontro. I due si rivedono il giorno 9 febbraio e il carabiniere sbotta. «Questo è un servizio che dovevo fare quando comando io. C’era un appuntato che mi seguiva passo passo». 
Giovedì 18 Ottobre 2018, 06:20 - Ultimo aggiornamento: 18-10-2018 11:00
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