Picchiata dall'ex davanti alla figlia:
«Ora ti sparo in bocca»

di Viviana De Vita

Aggredita in strada, picchiata con l’anziano padre davanti alla figlioletta e minacciata di morte dall’ex che voleva vendicarsi per la fine della loro relazione. La drammatica testimonianza dell’ennesima vittima di stalking è stata resa venerdì mattina davanti alla dottoressa De Luca all’epilogo del processo a carico di A.S., 34 anni, salernitano, portato in un’aula di tribunale dall’ex compagna che, stanca di subire, lo ha denunciato ponendo così fine ad un calvario fatto di molestie e minacce che, dopo averla fatta sprofondare in un vortice di terrore, l’hanno costretta a cambiare le proprie abitudini. Nel corso dell’udienza la donna, costituitasi parte civile, ha fornito un racconto dettagliato del calvario al quale è stata sottoposta dall’ex lo scorso anno subito dopo la fine della loro relazione.

«Vengo lì e ti butto giù, ti devo sparare in bocca»: sono solo alcune delle frasi choc proferite dall’ex che avrebbe addirittura tentato di investire la donna con la sua auto mentre questa stava attraversando la strada. Vari gli episodi ricostruiti davanti al giudice: nel corso della sua deposizione la vittima ne ha ripercorso uno in particolare quando, mentre si trovava in compagnia del padre e della sua bambina, fu aggredita dall’ex che si scagliò contro l’anziano genitore facendolo cadere sull’asfalto e minacciandolo di morte. Dopo la deposizione della vittima l’udienza è stata aggiornata al prossimo novembre quando la parola passerà al pubblico ministero per la sua requisitoria; quindi toccherà al giudice pronunciare il verdetto. 
Domenica 8 Luglio 2018, 06:40 - Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 22:17
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3 di 3 commenti presenti
2018-07-09 10:41:32
Fallito secondo me è ancora poco. Diciamocela tutta. Ci sono ancora individui così sfigati da non capire che nel mondo ci sono altri quattro miliardi di donne e che molto probabilmente la sindrome post-pubertà nella quale si pensa che il primo amore sia anche l'ultimo e che se cadesse il tuo mondo crollerebbe con te, sprofondandoti in un abisso senza fine? Insomma è chiaro che piccoli mondi crescono in grandi mostri! Ci sono uomini così limitati da non comprendere che l’amore non muore mai di morte naturale. Anais Nin diceva spesso che "Muore perché noi non sappiamo come rifornire la sua sorgente. Muore di cecità e di errori e tradimenti. Muore di malattia e di ferite, muore di stanchezza, per logorio o per opacità". Dovrebbe chiedersi quando ha iniziato a morire lui e non perché qualcosa sia morto in lei. La reazione di questi individui di fronte all'evidenza somiglia molto a quella di una mosca che non comprendendo la natura del vetro continua a sbatterci contro con la speranza di romperlo con le sue antenne! Che poi ci siano donne come la signora dell'acido, o peggio come certe mamme assassine questo è un altro argomento d'altra parte la violenza non è nata solo con l'uomo ma icon l'essere umano in genere!Maschio o femmina che sia.Antonio Asmodeo
2018-07-08 19:42:36
4/5 mesi per giudicare un caso grave? e poi i benpensanti parlano di femminicidi fingendo di non capire dove stanno le vere responsabilità. Sono centinaia i casi di donne maltrattate e minacciate da mariti che, pur denunciando e chiedendo aiuto alle istituzioni, sono state uccise o per i soliti ritardi giudiziari o perchè i magistrati non hanno ritenuto pericolosi i coniugi divenuti violenti. Una nota importante dovrebbe essere considerata dalla magistratura: la violenza nata nella coppia non è quasi mai frutto di violenza già manifestata nella vita di un coniuge, ma un fatto sorto all'improvviso generato dall'ira che trasforma un vecchio amore in una furia cieca e vendicativa che può sfociare in un fatto di sangue: quindi non occorre aver manifestato in precedenza sintomi delinquenziali o di follia per essere un pericolo imminente.
2018-07-08 07:59:47
E si deve aspettare fino a Novembre?

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