Schiuma bianca a Santa Teresa,
dopo cinque mesi è ancora mistero

di Petronilla Carillo

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Degrado ambientale del torrente Fusandola e della spiaggia di Santa Teresa, il responsabile del settore Ambiente del Comune scrive al collega del settore Impianti e Manutenzione, al comandante del corpo di polizia municipale, e per conoscenza anche al sindaco Vincenzo Napoli e all’assessore all’Ambiente, puntando l’indice contro il «rapporto non completo in quanto mancante delle analisi sui tensioattivi» consegnato dall’Arpac dopo il fenomeno della schiuma bianca comparsa sul litorale, e sottolineando anche che «dopo cinque mesi le prove di laboratorio non sono ancora pervenute». Ma non solo. Lo stesso dirigente chiede anche ai colleghi e ai vigili urbani di avviare precise verifiche per individuare eventuali scarichi abusivi in via Canali in quanto, dalle uniche analisi consegnate dall’Arpac, si evince che i parametri sulla presenza di escheriacocoli - ossia feci, ndr - «era stato ampiamente superato». Le analisi furono commissionate, ricordiamo, il 4 luglio scorso quando la spiaggia di Santa Teresa fu invasa da schiuma bianca proveniente dal Fusandola. 

Resta da capire a cosa possa essere attribuita quella schiuma bianca fenomeno che, nella lettera inviata dal dirigente del settore Ambiente, l’ingegnere Luca Caselli, non si è più verificato. È lo stesso tecnico però, a sottolineare nel documento, i ritardi dell’istituto di analisi regionale per il quale chiede, proprio al comando di polizia municipale, di effettuare di nuovo dei solleciti dal momento che, quelli chiesti il 2 ottobre scorso, non hanno sortito alcun effetto. Ritardi sui quali i Figli delle Chiancarelle - che avevano già denunciato il fenomeno a luglio - annunciano un nuovo esposto alla procura di Salerno.
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 06:05 - Ultimo aggiornamento: 12-12-2018 06:25
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