Resta incinta e ottiene il contratto a tempo indeterminato: «L'azienda è fatta di persone»

Resta incinta e ottiene il contratto a tempo indeterminato: «L'azienda è fatta di persone, non di numeri»
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Resta incinta e l'azienda decide di offrirle un contratto a tempo indeterminato: un evento decisamente raro, quello accaduto a una donna che vive a Trieste, Delia Barzotti, che lavora per una società di ingegneria, la Cpi-Eng. Il suo principale, Christian Bracich, ha infatti deciso di venirle incontro e di allestire uno spazio di coworking all'interno dell'azienda, con orari flessibili e area bimbi con tanto di educatrice.



Delia, originaria del Palermitano, temeva brutte conseguenze nel momento di rivelare la sua seconda maternità al capo. Christian, però, ha deciso di offrirle un contratto a tempo indeterminato. La donna, che ha partorito Ludovica alla fine dello scorso anno, ha spiegato: «Dopo la maternità obbligatoria ho chiesto espressamente di tornare a lavorare, in fondo mi bastano un pc e un telefono. Ora, in attesa di mandare mia figlia al nido, posso lavorare e tenerla d'occhio. Per pagare lo spazio ho comunque lo stipendio pieno e, dopo il tempo indeterminato, mi hanno dato un aumento. Sono stata fortunata, anche se mi è capitato, in passato, di dover firmare dimissioni in bianco solo per il fatto di essere mamma».




Il principale, invece, ha motivato così la sua decisione, tanto encomiabile quanto rara al giorno d'oggi: «Un'azienda è fatta di persone, non di numeri. Se una persona è valida, va valorizzata e premiata. Siamo aperti a ogni tipo di esperienza, ad esempio ho assunto col part-time una ragazza che ha un bimbo di pochi mesi e che veniva da un'altra azienda che non accettava l'orario ridotto. Quando avevo assunto Delia, lei mi aveva detto di avere in programma un altro figlio, le risposi che ne avremmo parlato una volta rimasta incinta e così è stato».

Martedì 17 Aprile 2018, 12:27 - Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 16:41
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-04-19 16:02:45
Il problema non è "diventare mamma" ma di non lavorare o lavorare meno e peggio, con danno alle aziende, che il Governo non tutela abbastanza
2018-04-19 11:51:41
C'è da chiarire, il fatto che si diventa mamma non dovrebbe significare perdere il lavoro anzi avere delle agevolazioni ma vedere la mia azienda che premia donne in maternità che nell'arco annuale hanno fatto 10 mesi di assenza questo non dovrebbe esistere. Gli aumenti o premi devono essere conseguiti a chi offre il giusto apporto lavorativo durante l'annata ed è impensabile vedere persone che per un anno intero non lavorano essere premiati al tuo posto. In Italia c'è sempre qualcosa che non va la mia azienda praticamente si sostituisce allo stato e regala a questo neo mamme aumenti contrattuali inspiegabili
2018-04-18 07:06:30
Io dipendente della Agos Ducato dopo 11 anni per non essere rientrato un giorno dopo la fine del petiodo di malattia, che durava da tempo, e con figlia in arriva, sono stato licenziato!
2018-04-17 21:04:31
L'azienda è fatta di persone. Un concetto semplice. Eppure tutti pensano solo ai problemi che una donna porta. Le persone fanno l'azienda caro dirigente che non la vedi così. Un giorno tua figlia potrebbe decidere di non lavorare con te e come la metterai se dovesse ritrovarsi licenziata perché neomamma??
2018-04-17 16:29:16
Mia nipote, seppur valida impiegata in un'azienda di recupero crediti della capitale, per il solo fatto di aver chiesto le ferie matrimoniali ha dovuto firmare per forza la lettera di dimissioni...

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