Umbria Jazz Spring, fissate
le date per il 2018
l'appello di Pagnotta per il Verdi

TERNI Dopo i risultati positivi dell’edizione zero, Umbria Jazz Spring guarda già al 2018: si terrà infatti dal 27 al 30 aprile del prossimo anno l’edizione uno della manifestazione diretta da Carlo Pagnotta. A rendere note le date è stato proprio quest’ultimo, tracciando il bilancio di UJS 2017, andata in scena da nei giorni scorsi.
«Quest’anno - ha detto il direttore artistico - le cose sono andate abbastanza bene, ma non mi accontento. Per questo abbiamo già deciso le date per il prossimo anno, poi vedremo il programma. Abbiamo un anno di tempo per lavorare, l’entusiasmo non manca». La manifestazione 2018, ha sottolineato Pagnotta, si chiuderà nel giorno dell’International Jazz Day proclamato dall’Unesco, anche se non è escluso che la stessa kermesse - alla quale hanno confermato il loro sostegno anche la Fondazione Carit ed Erg - venga prolungata di un giorno, fino al primo maggio, per organizzare un concerto di piazza con un grande artista. Così il festival dovrà coesistere con il Cantamaggio il 30 aprile:«Noi siamo pronti - dice Pagnotta - anche a mettere la Funk Off Band su un carro, sarà una grande festa, non vi preoccupate».Sempre per il prossimo anno Pagnotta ha anche proposto l’idea di istituire una borsa di studio intitolata ad Alberto Provantini, tra i promotori, negli anni ‘70, della nascita di Umbria Jazz.
«Bisogna far sì che UJS diventi un’opportunità stabile per Terni, lavorando già da ora per migliorare ed offrire un quadro in linea con la storia della città - ha aggiunto il sindaco, Leopoldo Di Girolamo - sono soddisfatto dei risultati dell’edizione sperimentale 2017, che ha registrato 1.800 spettatori paganti».
«Finalmente, grazie ad un evento artistico, si è fatto sistema a Terni - ha detto invece il presidente della fondazione Carit Luigi Carlini - un sistema che vede coinvolti attori come la Fondazione Umbria Jazz, la Regione, il Comune, la fondazione Carit e l’azienda Erg. Terni in questi giorni ha vissuto una rigenerazione in forma individualistica e sentita, perché molti della mia eta hanno rivissuto altri anni, passaggi epocali per una città come era Terni. Siamo al quarto rilancio di Umbria Jazz che sarà quello definitivo perché la sapiente regia di Pagnotta ci consentirà di incrementare il festival. Soprattutto per uno sviluppo locale, un impulso forte verso quello che potrebbe essere un turismo fondato su un’attrazione di tipo artistico e culturale. Nel bilancio in corso di approvazione – 27 aprile – abbiamo lasciato una nicchia importante di risorse per sviluppare eventi».
In chiusura Carlo Pagnotta è intervenuto sul teatro Verdi, chiuso da anni: «Mi dicono – ha detto – che avrà 1200 posti. Io non entro nel merito delle polemiche né del progetto. Guardo i posti: con 1200 posti sarebbe il più grande dell’Umbria visto che il Lyrick di Assisi ne ha 900 e il Turreno di Perugia 1000. Ce n’è bisogno e fate presto». 
Venerdì 21 Aprile 2017, 12:26 - Ultimo aggiornamento: 21-04-2017 15:33
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