Video hot, la stretta di Facebook
​per stanare gli stalker «invisibili»

di Francesco Lo Dico

0
  • 41
«Non riusciremo ad evitare tutti gli errori e gli abusi ma attualmente facciamo troppi errori nell'attuazione delle nostre politiche e nella prevenzione del cattivo uso dei nostri strumenti». Dopo anni di negazionismo, il mea culpa recitato dal fondatore Mark Zuckerberg suona come un colpo di spugna sul Facebook che abbiamo conosciuto fino a oggi. Parole nette, che rendono ora più chiari fini e obiettivi della task force di 10mila nuovi vigilantes ai quali Manlo Park ha affidato il compito di arrestare una deriva sempre più incontrollabile, fatta di fake news, molestie e migliaia di casi di revenge porn, ossia di vendette sessuali nei confronti delle donne, che sono costate la vita a Tiziana Cantone.

È stato un anno nero, quello che si è appena chiuso per il più noto dei social network, che è finito nell'angolo in Germania grazie a una legge che imporrà al colosso multe di 50 milioni per ogni post odioso non rimosso per tempo. Ma anche Oltreoceano le cose non vanno troppo bene, specie perché il social si è appena lanciato nella contestata avventura di Messenger Kids, la chat per gli under 13 che prestò partirà dagli States per poi diffondersi in tutto il Pianeta. Il social ha garantito che le conversazioni dei piccoli potranno essere monitorate una per una dagli adulti, i quali potranno acconsentire o meno a nuovi contatti. Ma le garanzie offerte da Manlo Park turbano le associazioni dei genitori americane, che sventolano in queste ore dati allarmanti. Nonostante il divieto di iscrizione al social network in vigore per gli under 13, si stima infatti secondo una ricerca di CBBC Newsround, che il 78 per cento dei più piccoli ha un account social, tenuto quasi sempre nascosto ai genitori. Messenger Kids non sembra insomma una grande trovata, tanto che anche l'ex presidente di Facebook, Sean Parker, l'ha bollata come una scelta pericolosa.

«Vulnerabilità» è la parola chiave per comprendere quali siano le lacune di Facebook, e perché l'azienda stia provando a colmarle. Una parola che chiama in causa innanzitutto sistemi di riconoscimento inadeguati, che aprono le porte a milioni di profili falsi: un esercito di stalker, molestatori, e vendicatori sessuali, pronti a creare false identità per far male alla vittima in tutta sicurezza. I profili fake, all'interno di un oceano di due miliardi di persone attive sul social nel mondo, sono in forte aumento.

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Sabato 6 Gennaio 2018, 12:44 - Ultimo aggiornamento: 07-01-2018 10:27
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP